venerdì 29 giugno 2012

JUVE SU BRUNO ALVES

Appuntamento per Bruno Alves . La prossima settimana potrebbe esserci la svolta per il centrale portoghese alla Juventus. Messi alle spalle gli Europei, positivi per il guerriero dello Zenit, ci sarà spazio per aprire la trattativa con il club russo allenato da Luciano Spalletti . A questo punto, il sorpasso su Mats Hummels , sogno di Antonio Conte , è servito. Anche per una questione di prezzo, di opportunità, di occasione. ASSENSO - Insomma, al momento il portoghese è più “prendibile” rispetto al tedesco campione di Germania con il Borussia Dortmund e fresco di rinnovo sino al 2017. E poi i contatti sono lunghi più di un anno e mezzo. Con i russi e con l’entourage del giocatore. Che poi è formalmente Il papà: «Juve interessata da molto tempo Lo Zenit? Lui vorrebbe giocare a Torino» seguito da papà Washington . «I grandi club hanno Bruno nel mirino e tra questi c’è la Juventus, che ha mostrato interesse ormai da molto tempo. Gli italiani gli stanno dietro da quando era al Porto, ricordo l’Inter per esempio... E poi gli spagnoli, con il Real Madrid che però fu bloccato dalla clausola di rescissione molto alta. Ma la Juve è su tutti, perché insiste da tanto, è interessata da tanto. E’ chiaro: Bruno vorrebbe giocare nella Juve. Se sono interessati a negoziare con lo Zenit, Bruno non ha nulla in contrario. Anzi... Lui vuole giocare di più, e nell’ultima stagione a San Pietroburgo spesso è stato a guardare». A Torino non avrebbe il posto fisso, ma sarebbe pedina da ruotare con gli altri colossi: Giorgio Chiellini , Andrea Barzagli , Leo Bonucci . E con la Champions League di mezzo, ci sarebbe spazio per tutti. I ROUND - Il primo tentativo di avere il giocatore in prestito pare sia stato respinto, ma non con foga. Allora ci sarà un altro tentativo sempre con quella formula, senza contare che le contropartite giuste ci sarebbero. Volendo. Qualche mese fa lo Zenit aveva fatto un sondaggio per Alessandro Matri : si vociferava di un’offerta pronta da 16 milioni. Poi, c’è sempre Simone Pepe che a Spalletti piace, eccome se piace. Dipenderà anche da Conte, dalle sue scelte. E sulla destra la concorrenza è fitta, visto che anche il neo acquisto Mauricio Isla staziona da quella parte. A proposito, il cileno mercoledì ha annunciato via Twitter che saranno gli ultimi cinque giorni in patria, poi da lunedì sarà focalizzato «per la mia nuova squadra, la Juventus; lavorerò duro per i traguardi personali e di gruppo».

LA JUVE TORNA A COMPRARE

L’effetto Europeo ha anestetizzato gli ultimi giorni di mercato, ma scollinato il week-end internazionale, si ricomincia a fare sul serio. Per carità, Beppe Marotta e Fabio Paratici non sono rimasti inattivi, anzi sono i dirigenti che si sono mossi di più e hanno, sostanzialmente, dominato la scena. ma la fine dell’Europeo segna l’inizio di una nuova fase del mercato, anche perché coincide con l’apertura del nuovo esercizio di bilancio, quello 2012-13, sul quale verranno scritte. E quindi ufficializzate Da lunedì si riparte con acquisti e blitz: attacco a Van Persie, svolta sul difensorele prime operazioni. Come dire che la settimana inizierà con una... serie di acquisti. Kwadwo Asamoah, Mauricio Isla, Nicola Leali e Paul Pogba, infatti, verranno ufficializzati, potranno firmare il contratto ed entreranno nei quadri della rosa. Per Leali, probabilmente, si tratterà di un passaggio breve, visto che è destinato al prestito, ma comunque anche lui farà parte del pacchetto con cui inizierà una settimana calda per il mercato juventino. Queste operazioni andaranno ad aggiungersi a quella che ha riportato Sebastian Giovinco in bianconero, all’acquisto della seconda metà del cartellino di Emanuele Giaccherini e alla vendita al Cagliari di Albin Ekdal , oltre alla risoluzioni di altre compartecipazioni minori. Ma soprattutto saranno il preludio a una serie di incontri e appuntamenti che segneranno l’inizio della fase due del mercato, quella che dovrà portare all’arrivo di un top player (e si attendono evoluzioni a breve sul fronte Van Persie ) e agli altri acquisti richiesti da Antonio Conte - un difensore e un esterno. Naturalmente questo accadrà più facilmente se si concretizzassero le cessioni di quei bianconeri - da Eljero Elia a Felipe Melo , da Milos Krasic a Reto Ziegler - ormai fuori dal progetto contiano, destinati a fare cassa e ad alleggerire il monteingaggi. L’ORA DELLE FIRME - Il bilancio 2011-12 si chiude il 30 giugno con un disavanzo di per sé già gravoso, intorno ai 50-55 milioni di euro, sul quale hanno inciso ovviamente gli 11 milioni per Giovinco, i 4,25 per Giaccherini, soltanto parzialmente compensati dal milione e 200 mila euro incassato per Ekdal. Marotta sonderà Wenger per capire i margini per l’acquisto dell’olandese e anticipare il CityMa lunedì si volta pagina. L’agenda di Marotta è fitta di appuntamenti: superate le visite mediche, in settimana firmeranno Asamoah, Isla (15 milioni la spesa per la compartecipazione di entrambi) e il giovane portiere Leali (5 milioni), ma a Torino aspettano - questa volta per davvero - l’arrivo del centrocampista Paul Pogba . Il gioiellino, appena 19enne, non ha rinnovato con il Manchester United per abbracciare la Juventus. Il contenzioso tra i due club, che sembrava destinato a finire in tribunale, dovrebbe risolversi con il riconoscimento di un bonus di valorizzazione a favore degli inglesi. E sempre in corso Galileo Ferraris dovrebbero presentarsi gli agenti di Giovinco per discutere del ritocco all’ingaggio: se l’azzurro a Parma guadagnava 1,8 milioni, adesso che il suo valore è triplicato chiederà il raddoppio del compenso. E valuterà anche il numero di maglia da indossare: sicuramente, se la società gli proponesse la numero 10 di Del Piero sarebbe onorato di portarla addosso. GLI AFFONDI - Dagli affari già fatti a un capitolo ancora tutto da scrivere, quello dei nuovi colpi. Marotta non ha mai fatto mistero che attendeva la fine dell’Europeo per l’affondo decisivo su Van Persie. E l’arrivo all’Arsenal della rivelazione francese Olivier Giroud , capocannoniere della Ligue 1 con il Montpellier, gli può facilitare l’impresa perché gli inglesi hanno già “pescato” l’erede dell’olandese. Insomma, Arsene Wenger si è messo nelle condizioni di cedere Van Persie, semmai i bianconeri devono fare attenzione al City che ha un potere economico decisamente Higuain è l’alternativa forte, ma è necessario aspettare. L’occasione potrebbe arrivare in agostosuperiore. Marotta, che non può permettersi un’asta con lo sceicco, ha fissato da tempo verso la fine dell’Europeo il primo grande attacco all’Arsenal per l’olandese. Nei prossimi dieci giorni la Juventus vuole capire se Van Persie è una soluzione possibile o se la strada è irrimediabilmente sbarrata dal City. Questo perché non mancano, nel caso, le alternativa, a partire da Luis Suarez ed Edin Dzeko , che proprio nel caso Van Persie dovesse trasferirsi al Manchester di Mancini si sentirebbe di troppo e, già da ora, lancia messaggi ai bianconeri. E poi c’è Higuain, il bomber argentino del Real Madrid, per il quale l’attesa sarà sicuramente più lunga. Perché El Pipita potrebbe essere un’occasione più avanti, forse anche ad agosto.

BONUCCI:MERITO DI TUTTA LA SQUADRA

Leo Bonucci mette in archiviio un’altra prestazione monstre dopo aver cancellato Gomez: «Il merito se chiudiamo così sui più grandi attaccanti èdi tutti. Adesso non c’è tempo da perdere, ora pensiamo a recuperare. La Spagna è una pratica complessa, che gioca senza attaccanti veri. Ma li abbiamo fronteggiati già senza giocare affatto male, anzi». Poi in tv Gene Gnocchi fa una battuta sulla difesa tutta juventina: «Ma andate in tournee in estate come i Pooh tu, Buffon, Chellini e Barzagli?». «No, Gene: questa estate ho il figlio piccolo da accudire…».

PROENCA ARBITRERA' ITALIA-SPAGNA

Sarà il portoghese Pedro Proenca l'arbitro della finale di Euro 2012, che vedrà di fronte domenica sera a Kiev Italia e Spagna. Il direttore di gara aveva già arbitrato l'Italia nella sfida dei quarti di finale contro l'Inghilterra, conclusasi ai calci di rigore. I PRECEDENTI - Proenca avrà come assistenti i connazionali Bertino Cunha Miranda e Ricardo Jorge Ferreira Santos, mentre Manuel Jorge Neves Moreira De Sousa e Duarte Nuno Pereira Gomes saranno gli assistenti di porta. Come quarto uomo è stato designato il turco Cuneyt Cakyr, che aveva diretto la semifinale Portogallo-Spagna, mentre Bahattin Duran, anche lui turco è assistente di riserva. L'arbitro portoghese Proenca ha diretto in questa stagione anche la finale di Champions League a Monaco di Baviera tra Bayern e Chelsea e la partita di domenica sarà il suo quarto impegno nel torneo Euro 2012. Nella fase a gironi ha arbitrato Spagna-Irlanda (4-0) a Danzica e Svezia-Francia (2-0) a Kiev, poi nei quarti di finale la sfida tra azzurri e inglesi.

BUFFON ARRABIATO PER GLI ERRORI MA FELICE PER LE PIAZZE D'ITALIA

Gigi Buffon è incontentabile e alla fine era furibondo. Spiega il perché: poi si commuove pensando agli italiani in festa nelle piazze. «Ero arrabbiato, qua si sta giocando qualcosa di troppo prestigioso. Non era giusto soffrire così e scherzare col fuoco. Se con un rimpallo magari facevano 2-2 e poi perdevamo 9-2: questo è un Europeo e le partite se si può si devono vincere. Io non penso alle vittorie, vedo gli atteggiamenti e dobbiamo migliorare molto, siamo giovani magari. Ma i vecchietti come me poi rompono le scatole! Una lezione? Non esageriamo, ci sono stati momenti in cui eravamo in parità con un episodio sul pari. Per un portiere come me, ottima risposta parare come fatto con Khedira: che vi siete sorpresi. Anche sullo 0-0 ci sono stati rimpalli in cui siamo stati fortunati. Io ho passato la notte a guardare le piazze italiane su Youtube a rivedere gli italiani in piazza dopo i rigori contro l’Inghilterra».

BALO DOPPIETTA PER MAMMA ADESSO 4 PER PAPA

Balotelli in tv si scioglie, anche se suda freddo sulle battute di Gene Gnocchi. «A fine partita sono corso da mia madre, l’immagine di me con mia madre e la dedica: questi gol sono per te, mamma. E’ un momento che aspettavo da tanto, mia madre ha una certa età: in finale viene pure papà, magari ne devo fare quattro. La classifica dei cannonieri? Certo ci provo,. L’assist di Cassano è una cosa fantastica… Solo lui fa una cosa così. L’esultanza è arrivata, visto? Ho mantenuto la promessa, lo facevo per un gol importante. E la statua? Si sono arrabbiati perché hanno visto il mio fisico e me lo invidiano. Quando sono uscito forse potevo resistere ancora un po’, ma il cambio era già fatto». IL SORRISO - Poi scoppia il sorriso quando due terremotati di Mirandola chiedono di sorridere: e lui scoppia a ridere. E ad Albertini: «I dirigenti devono andare in pellegrinaggio a piedi anche stanotte. Le persone più care vicine mi hanno caricato tantissimo. Tornare a giocare in Italia? Non ci penso adesso, gioco in Inghilterra. Non so se è la svolta della mia carriera, di certo è la serata più bella della mia vita. Ma domenica spero sia ancora più bella. E vincere. La Spagna? Solo stare tranquilli, senza innervosirci, giochiamo il nostro calcio: siamo gli unici ad avergli fatto gol, non è un caso. Loro lo sanno. La gente festeggia nelle fontane: domenica spero di buttarmi pure io. Io mi concentro dall’inno in poi. Cosa sento nelle cuffie? Drake, un rapper amico mio».

ITALIA 2 A 0 ALLA GERMANIA ORA FINALE CON LA SPAGNA

SuperMario Balotelli sfonda la Germania e porta l’Italia in finale: domenica a Kiev sarà Italia-Spagna. Come nel match d’apertura dell’Europeo, come nel 2008 quando solo i rigori ruppero l’equilibrio di una partita che per i campioni del mondo non è mai stata semplice. Ancora una volta i tedeschi devono inchinarsi al capolavoro tattico di Prandelli. Subito forte l’Italia che punisce gli errori di formazione di Loew che rinuncia in avvio a Klose, Muller e Reus, ma soprattutto teme tanto Pirlo da stravolgere l’idea tattica di una formazione solitamente brava a proporre. E così la classe di Cassano, il movimento tra le linee di Montolivo, la grande disponibilità di De Rossi e Marchisio, ma soprattutto la vena relaizzativa e l’occhio di tigre ritrovato da Balotelli mettono subito in discesa la partita. L’Italia balza in piedi quando al 20’ Cassano pennella per la testa di Balotelli, che spiazza Neuer e manda in tilt Badstuber; l’Italia strabuzza gli occhi quando vede la palla centrale di Montolivo e la corsa veloce – stavolta- con bastonata di destro tremenda di SuperMario che al 36’ confeziona il 2-0. L’Italia aveva lasciato qualche chance figlia di uscite imperfette di Buffon (rimedierà con ottime parate sui tiri da lontano di Kroos, Ozil e compagni). Il primo tempo è in dominio, ma Loew si ravvede e manda subito dentro Reus e Klose nella ripresa: pressione tremenda da subito e Italia che mostra i segni della fatica e degli acciacchi (Balzaretti è stato costretto a giocare a destra: benissimo, anche un gol annullato di poco per lui). Ma l’Italia regge e soprattutto reggono i due centrali juventini, Barzagli e Bonucci. Chiellini a sinistra soffre, non sarebbe in condizione di giocare ma sa gestirsi. Cassano dopo alcune pennellate come in occasione dell’1-0 deve arrendersi e lasciare a Diamanti, dopo poco toccherà a Balotelli vittima di crampi (Di Natale). Reus trova Buffon e traversa a dirgli di no, ma Pirlo quando la fatica per gli altri si fa sentire, spunta con il suo cervello superiore. E gestisce il contropiede azzurro: si mangiano il 3-0 Di Natale, Marchisio, Diamanti. Prandelli è ai limiti della bestemmia. Buffon è incazzatissimo, ma la Germania non riesce a colpire. Anche Neuer si butta nel mischione nel finale, più e più volte. Lannoy regala un rigore ai tedeschi al 92’, lo trasforma Ozil, ma è tardi per la Germania. Puntualissima, invece, la festa azzurra: tutti in strada dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno. E tutti a Kiev con il presidente del Coni, Petrucci, che con tutte le note polemiche che ci volete leggere (ricordate quando Monti diceva che forse era meglio rinunciare agli Europei?), ricorda in tv: «Beh, nel calcio e nello sport lo spread lo detta l’Italia».

mercoledì 27 giugno 2012

I TEDESCHI DUBITANO

Gli italiani ''non hanno paura di niente''. La stampa tedesca riflette l'incertezza che serpeggia intorno al risultato di Italia-Germania, in campo domani a Euro 2012. ''Gli italiani - argomenta 'Tagesspiegel' - sono romantici e impulsivi. Ma i calciatori sono dei veri cagnacci''. La 'Sueddeutsche Zeitung', tuttavia, evidenzia il basso numero di falli e cartellini collezionati finora dall'Italia e parla di Nazionale ''quasi pacifista'': ''Cosa e' successo al Paese di Materazzi e Gentile?''.

ITALIA GERMANIA 4 A 3 UN MITO INTRAMONTABILE

- Riecco Italia-Germania, partita che evoca storiche imprese azzurre come quel celebre 4-3 di Messico '70 diventato anche indelebile pellicola da film cinematografico. Come dimenticare le prodezze oltre oceano targate Riva-Rivera condite dalle polemiche sulle staffette tra Mazzola e l'allora Golden Boy. Una partita incredibile, decisa da Rivera, che sembrava non finire mai con i tedeschi mai domi e piegati sul piu' bello. Una gara divisa in due parti: 90' 'normali' con Schnellinger che vanifica il sogno azzurro confezionato da Boninsegna, e supplementari consegnati alla leggenda. Una partita che lascio' una Italia con il fiato corto in vista della proibitiva finale con il Brasile di Pele' che impedi' a quella fantastica nazionale di chiudere in bellezza un Mondiale memorabile. - Italia-Germania 4-3 d.t.s. - semifinale Mondiale Messico - Città del Messico 17/06/1970: Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini, Rosato (dal 90' Poletti), Cera, Domenghini, Mazzola (dal 45' Rivera), De Sisti, Riva,Boninsegna. All.: Valcareggi. Germania: Maier, Patzke (dal 63' Held), Schnellinger, Schulz, Beckenbauer, Grabowski, Overath, Vogts, Seeler, Muller G., Loehr (dal 53' Libuda). All.: Schon Arbitro: Yamasaki (Perù) Marcatori: Boninsegna al 8', Schnellinger al 90', Muller G. al 94', Burgnich al 98', Riva al 104', Muller al 110', Rivera al 111'

SPAGNA-PORTOGALLO HA IL SAPORE DI Barça-Real

Una partita nella partita, derby per entrambe. Ed in semifinale, per giunta. L' attesa per Spagna - Portogallo non lascia scampo a nessuno, dai giocatori ai tifosi rimasti in Spagna, che hanno riempito le città di bandiere gialle e rosse. Senza dimenticare il Parlamento, che spera -lo assicurò il premier Rajoy all' inizio dell' Europeo- in una vittoria delle furie rosse per dare "un po' d'allegria" ad un Paese in un tunnel senza uscita. E ad aumentare le tensioni della vigilia ci si mettono i commenti su quello che sarà una riproposizione in miniatura del 'clásico' della Liga, con 14 giocatori in ballo tra Barcellona e Real Madrid. Uno Spagna-Portogallo che, sulla carta, non dovrebbe spaventare troppo La Roja. Ma con un Cristiano Ronaldo con fame di gol e di pallone d' oro, nessuno può sentirsi al sicuro, ripete la stampa iberica. Neanche Iker Casillas, che il portoghese non è mai riuscito superare. Anche se questa volta gioca a fianco di Nani, che finalmente ha trovato il suo posto in una nazionale che migliora partita dopo partita. La stampa lusitana, peró, nonostante coccoli il suo campione, non mostra grande sicurezza. "Il piú pericoloso della Spagna?Platini", dicono i giornalisti che non hanno apprezzato le dichiarazioni del francese sulla sua preferenza per una finale Spagna-Germania. Anche perché, ricordano, fece proprio lo stessa pronostico per lo scorso Europeo. Anche se Del Bosque dice che farlo "è una scemenza", i media e i tifosi spagnoli sono invece troppo occupati a scovare tutti i dettagli di una partita in cui Real Madrid e Barcellona saranno piú presenti che mai. Tanto che qualche "aficionado" madrileno assicura che avrà il cuore diviso tra la nazionale e CR7. Saranno 8 -panchine comprese- gli uomini di Mourinho in campo per la semifinale, mentre 6 i ragazzi della squadra catalana. Tutti con la maglietta rossa, peró. Dettaglio importante, questo, perché del Barca nella squadra spagnola c'è il marchio di fabbrica, il "tiki -taka" (come lo battezzò Guardiola), il gioco che ingabbia l' avversario in una rete di passaggi fino al guizzo che risolve la partita. E proprio per questo, nonostante ci sia gente come Fabregas, Torres o l' amatissimo 'folletto' Pedro, si lamenta l' assenza di colpi di genio che risolvano le situazioni piú complicate. Di Messi, insomma, o di un Villa che piú di uno ha rimpianto nella gara contro la Francia nonostante la sicurezza mostrata dalla squadra. Proprio in questo derby nel derby si ritrovano, faccia a faccia, il pilastro della difesa spagnola e catalana e la stella del Portogallo e dei "merengues": Gerard Piqué e Cristiano Ronaldo. Il centravanti lusitano è andato a segno solo in cinque (una su rigore) delle 16 occasioni in cui si è trovato davanti il centrale catalano, in splendida forma durante tutta la stagione e ancora di piú da quando deve portare sulle spalle il peso della difesa spagnola. Ci penserà lui, quindi, a tenere a bada lo spauracchio de La Roja, squadra che, ha assicurato Xabi Alonso, non cambierà il suo stile per mettere i bastoni tra le ruote a CR7. Continuerà, ha aggiunto proprio Piqué in un'intervista a SPORT, a seguire il piccolo grande segreto del suo gioco: "quando la palla ce l'abbiamo noi, non ce l' hanno gli avversari".

BUFFON LA SOLITUDINE DEI NUMERI 1

Domani a Varsavia, l'attesa sfida di Euro 2012, Italia- Germania. Pilastri e numeri uno delle due nazionali, Gianluigi Buffon e Manuel Neuer. Gianluigi Buffon, portiere e capitano della Nazionale italiana, e' l'indiscusso leader e punto di riferimento di tutta la squadra. Decisivo nella vittoria contro la squadra inglese, Buffon e' gia' carico e concentrato per affrontare i tedeschi. Manuel Neuer, 193 centrimetri, portiere della nazionale tedesca e saracinesca del Bayern Monaco e' certo della vittoria della Germania ed e' pronto,nel caso si arrivi ai rigori, a batterli anche lui.

lunedì 25 giugno 2012

ITALIA IN SEMIFINALE

Un Diamanti è per sempre… Lo segna lui, l’outsider, il ragazzo toscano che ha tenuto il suo sinistro nascosto nella miniera di talento per anni e anni. Diamanti segna il rigore finale, quello con cui l’Italia chiude 4-2 i quarti di finale contro un’Inghilterra inguardabile e meritevole della fine che ha fatto. 120’ di catenaccio, per arrivare ai rigori. E quell’errore di Montolivo al secondo rigore che sembrava aprirela strada ai cvatenacciari di Hodgson (oh, ragazzi, basta ramanzine sul gioco all’italiana, da ora in poi da parte dei signori d’Albione). Ma la sorte, stavolta, arride a chi meritava: 36 tiri italiani a 9! Ora la Germania per una semifinale che l’Italia s’è guadagnata crescendo nel torneo. Il solito classico, la solita semifinale. Con maggio squalificato, due giorni di riposo in meno dei tedeschi, ma chissenefrega, o no? Il copione alla fine – per quanto sovversivo nei confronti della storia – è rispettatissimo. Ed è tutto chiaro, dall’inizio: Hodgson fa catenaccio, punto e basta. E prova a scattare con le sventagliate di Gerrard, con la classe di Rooney e terzini molto veloci. Ma gioca, l’Inghilterra con nove giocatori dietro la linea della palla. L’Italia il colpo del ko lo sfiora quasi subito: de Rossi prova l’esterno destro da 30 metri e con Hart proteso e battuto, ecco un palo pazzesco. L’Inghilterra prova a scuotersi e trova il difetto nel rombo di centrocampo: le ali sono scoperte in avvio d’azione, De Rossi arranca a coprire Balzaretti, Abate e timido a destra. Ecco allora una ripartenza inglese con Johnson che chiude l’azione cominciata a destra colpendo da 5 metri: Buffon para d’istinto e blocca in secondo tempo. Paratona, davvero. Gerrard spacca l’Italia con i suoi crossa a rientrare dalla trequarti e la diagonale di Abate impedisce a Rooney di castigare sul taglio di testa. Prandelli riorganizza: un centrocampo – però – troppo pieno di mezzali, che tolgono metri e aria a Pirlo. L’occasione migliore come costruzione al 25’: guarda caso, Pirlo trova aria e lancia profondo, da quarterback: Balotelli tra Terry e Lescott, aggancio perfetto e solito attimino di ritardo nel colpo dal limite con Hart già in uscita, idea buona ma col petto Terry alla disperata salva. Balotelli si sfancula con de Rossi per i movimenti di taglio che mancano, quando ci sono – come al 31’ – ecco la chance: destro volante precipitoso, stavolta. Cassano ci prova dal limite, una, due, tre volte. In ripartenza il brivido: Rooney di tacco per Welbeck, tiro alto al 32’. Occasionissima per chiudere il tempo: Pirlo dentro per il movimento a destra di cassano, di testa per Balotelli che da due metri trova la deviazione salvifica di Lescott. 0-0 il primo tempo, così. Possesso e predominio azzurro, contropiede inglese, ma gli attaccanti italiani non tengono palla e sulla trequarti Montolivo, Marchisio e Pirlo si pestano i piedi con le punte. Il 3’ è un minuto fatale per De Rossi: anche nella ripresa la chance più grande sul suo piede. Stavolta strozza solo davanti ad Hart sulla giocata a liberarlo in area piccola di Marchisio. E’ il 7’ ed ecco che l’occasione è triplice: de Rossi da fuori, con Hart incerto, Balotelli prova a girare e qui la parata è fortunosa, poi Montolivo arriva e spara alto. L’Italia domina e Balotelli manda alta una rovesciata al 15’. Young ha la chance in contropiede, carrol (entrato da poco) e Abate fanno muro. C’è anche Walcott, ma l’Inghilterra non riesce mai ad attivare l’attacco. Diamanti per Cassano, Nocerino per De Rossi, infortunato: Prandelli deve dosare le forse perché Abate (uscirà al 90’) ha i crampi. Un sinistro di Diamanti al 35’, Pirlo ha più spazio e domina il gioco, ma il catenaccio inglese non si apre. La chance più grande prima dei supplementari per Nocerino: taglio del milanista e diagonale, Johnson chiude una diagonale pazzesca e salva. Rooney su uno dei rari contropiede prova in rovesciata: supplementari. Con 27 tiri a 9 per l’Italia, che domina col 65 per cento il possesso palla e territoriale. Il primo tempo supplementare è una sofferenza: palla all’Italia, sempre, ma mezza squadra è coi crampi o estenuata. Diamanti non riesce a smarcarsi spesso, in ogni caso al 10’ sbagliando un cross per il taglio di Nocerino trova il palo. Il secondo palo italiano! Dopo 16’ fischio e si va al secondo supplementare. Ci mancava anche la rete annullata: una bella azione di Balotelli e Diamanti coglie Nocerino solo, una gamba in offside e la rete di testa è inutile al 115’. E finisce così dopo 120’: si deve andare ai rigori. Mai vista l’Italia dominare così, mai vista l’Inghilterra subire così, mai vista l’Italia sprecare tanto. La serie dei rigori, dunque: segna subito, freddissimo, Balotelli, Gerrard fa 1-1. Poi Montolivo, al solito carente in personalità, che sbaglia il suo penalty. Segna Rooney e si va all’1-2. Ecco Pirlo fare il cucchiaio alla Panenka, alla Totti: lento e inesorabile. Sveglia l’Italia, quel rigore coraggioso e sfrontato. Ecco che Young spara sulla traversa (come Trezeguet al Mondiale 2006): siamo al 2-2. Il sorpasso lo firmano i carneadi. Nocerino sì, Ashely Cole di mancino si fa parare il tiro da Buffon, protagonista ancora. Sul dischetto l’ultimo arrivato, ancora un mancino. Come Grosso nel 2006: è il gol della vittoria, è il gol che vale una semifinale.

venerdì 8 giugno 2012

IL SOGNO DI GIAK

Pensa di aver convinto Cesare Prandelli con la “duttilità e la voglia”, la sua convocazione è stata tra le meno attese ma il suo nome è sempre più gettonato nel “totoformazione” della sfida contro la Spagna, esordio dell’Italia a UEFA EURO 2012. Campione d’Italia con la maglia della Juventus, Emanuele Giaccherini è pronto a dare il suo contributo anche alla nazionale Azzurra che deve dare segnali di risveglio dopo tre sconfitte consecutive. “Io sto bene, sono arrivato in ritiro il 26 maggio e mi sono messo a disposizione, come faccio sempre. Anche il Ct mi ha visto bene”, attacca l’ex giocatore dell’AC Cesena in conferenza stampa a Casa Azzurri, “Non mi aveva parlato prima, io sono arrivato a Coverciano per rimanerci e non per partecipare. E’ stata una sorpresa essere stato inserito nei 32, poi una volta che è accaduto ho dato il massimo per restare nei 23”. Giaccherini si trova in una sala affollata di giornalisti, anche stranieri, con domande che gli vengono rivolte non solo in italiano. “Un bell’effetto, io di inglese so poco…”, scherza. “Con la Juventus abbiamo vinto lo scudetto e quindi disputeremo la UEFA Champions League, quindi avrò modo di essere catapultato nel calcio europeo. Prima, però, c’è questa esperienza che fa un bell’effetto. Non mi sembra strano, anche se vivo sempre giorno per giorno cercando di migliorarmi e andare oltre le mie possibilità con l’allenamento e il sacrificio. Sono sereno”. Tre anni fa era finito in “soffitta”, in pratica senza squadra: fu Pierpaolo Bisoli a riscoprirlo, ma il 27enne di Talla (AR) non pensa che il suo sia un riscatto. “Non la vedo così, il percorso della mia carriera lo rifarei volentieri”, assicura. “Sinceramente mi ha fatto capire tante cose e se sono arrivato qua è anche perché ho passato momenti difficili, dove sono stato bocciato tante volte per il mio fisico. Sono sempre ripartito, ho sempre cercato qualcosa in più con voglia ed entusiasmo. Sono contento di essere arrivato qui”. Sull’uomo su cui puntare, pochi dubbi: “E’ [Mario] Balotelli che può dare qualcosa in più a questa squadra”. Ma in questo momento l’Italia pensa più a se stessa o alla partita con le Furie Rosse? “Pensiamo tanto a noi stessi”, spiega Giaccherini, “dopo l’ultima partita contro la Russia abbiamo avuto un confronto e ci siamo detti che abbiamo tutte le carte per fare bene. Dobbiamo avere la stessa autostima che avevamo prima, poi alla Spagna ci penseremo da domani”. Il netto ko con la squadra di Dick Advocaat è spunto per diverse riflessioni. “Penso che la sconfitta con la Russia può solo che aver fatto bene, per tanti motivi”, la sua tesi. “Primo perché non partiamo da favoriti, come prima magari poteva essere. Secondo perché dentro di noi è scattata la voglia di dimostrare, di riscattarci e smentire i pronostici”. E ancora. Dopo la partita di Zurigo “è cambiato qualcosa a livello tattico, nel senso che abbiamo provato qualche soluzione in più, ma a livello personale non è cambiato nulla”, assicura Giaccherini, “Posso essere a disposizione sia nel 4-3-1-2 sia nel 3-5-2, posso ricoprire tutti i ruoli. Alla fine contano i movimenti e l’applicazione, anche se è normale che i giocatori abbiano determinate caratteristiche. Se ho avuto modo di sentire [Antonio] Conte? Sì e se sono qui gran parte del merito è suo”. L’infortunio di Andrea Barzagli (“E’ un giocatore importante, nel caso la sua assenza sarebbe pesante ma ci sono giocatori validi che sicuramente lo sostituiranno bene”) e le recenti difficoltà sembrano aver spianato la strada a un cambio di modulo. “Stiamo provando soluzioni diverse”, conferma il bianconero. “E abbiamo i giocatori per modificarlo in corso d’opera. Mi trovo benissimo da esterno perché l’ho fatto anche in passato. E’ un ruolo in cui sicuramente bisogna sacrificarsi molto, perché c’è da coprire tutta la fascia: ma ho le caratteristiche sia fisiche sia tecniche per farlo”.

giovedì 7 giugno 2012

SARA'FINALE

La tennista azzurra supera in semifinale l'australiana Stosur in tre set (7-5, 1-6, 6-3) e vola nella finale del torneo del grande Slam dove attende la vincitrice dell'altra sfida fra la Sharapova e la Kvitova.Ci siamo, ad un passo dal sogno: Saretta Errani contro Samantha Stosur, la bombardieri australiana numero 6 del mondo. La finalmente del doppio già centrata, ora il singolare, segui la diretta dal Roland Garros coi tweet di Piero Valesio, inviato di Tuttosport a Parigi.

GRANDE SARA

E' finito in vantaggio per Sara Errani il primo set con un punteggio di 7-5 per l'italiana e ora si ha il diritto di pensare in grande. Aspettiamo l' inizio del secondo set per gli aggiornamenti.

IL SOGNO DI SARETTA

Ci siamo, ad un passo dal sogno: Saretta Errani contro Samantha Stosur, la bombardieri australiana numero 6 del mondo. La finalmente del doppio già centrata, ora il singolare, segui la diretta dal Roland Garros coi tweet di Piero Valesio, inviato di Tuttosport a Parigi.

NAZIONALE BUONA NOTIZIA PER PRANDELLI:PIRLO SI E' RIPRESO

Una buona notizia: Andrea Pirlo, dopo lo spavento di ieri, oggi è tornato in campo assieme ad i suoi compagni. Cesare Prandelli può così cominciare a preparare la partita con la Spagna anche nei più piccoli particolari. Il commissario tecnico, però, ha deciso di nascondere l'Italia dalle spie spagnole. E così ieri ha blindato l'Italia: al mattino ha fatto assistere all'allenamento per dieci minuti e nell'occasione ha fatto (solo) correre gli azzurri. Poi porte chiuse. Nel tardo pomeriggio andrà oltre: farà allenare la squadra nel campo, riservatissimo e inavvicinabile, dell'albergo. Proverà schemi e, forse, la squadra che domenica scenderà in campo contro la Spagna. In questi giorni, nelle partitelle in famiglia, ha mischiato le carte e cambiato molto. Giocatori e moduli: insomma, non vuole concedere nessun vantaggio alle Furie Rosse campioni d'Europa e d'Italia, campioni del mondo di tutto. ALLENAMENTO FINITO - Si è concluso attorno all'una l'allenamento (a porte chiuse) degli azzurri. E' stata una seduta lunga e faticosa: due ore e dieci minuti di lavori forzati con gli azzurri stremati. Oggi, alle 17.45,allenamento a porte chiuse sul campo dell'albergo e domattina di nuovo in campo, nello stadio Municipal di Cracovia, con soli dieci minuti a disposizione della stampa e dei fotografi per seguire gli azzurri Poi cancelli chiusi. Sbarrati. Sprangati. Cesare Prandelli nasconde l'Italia e i suoi segreti per tirare un brutto scherzo alla Spagna.