venerdì 27 luglio 2012
OLIMPIADI AL VIA STASERA!
I soldati ballano al ritmo di «We found love» di Rihanna. Sorrisi e facce arrossate dal sole. A Stratford, all'ingresso del parco olimpico, a meno di 24 ore dalla cerimonia di apertura, si vedono solo divise:militari e della polizia. Neppure l'ombra delle guardie private che la compagnia G4S avrebbe dovuto addestrare per i Giochi. All'ingresso, davanti ai metal detector, non ci sono code. Sarà anche per questo che i soldati, tutti giovanissimi, si permettono qualche distrazione. Oggi la situazione sarà ben diversa. A pochi passi c'è l'imponente stadio olimpico che stasera si accenderà con le mille coreografie preparate dal regista Danny Boyle. Ieri sera c'erano ancora biglietti disponibili, ma solo per chi era pronto a sborsare dai 2000 ai 2.500 euro. «Non ci aspettiamo posti vuoti. Ma se avanzeranno dei biglietti li regaleremo alle truppe o ai bambini di qualche associazione», ha fatto sapere Locog, il comitato organizzatore.
Le uniche code (oltre a quelle nel traffico impazzito della città) si formano davanti alla biglietteria. Un ragazzo ha una pettorina con la scritta «queue management». Addetto alla regolamentazione della fila. Si sa, gli inglesi sono precisi anche in questo. La gente si sventola per il caldo e sbuffa. Ma tutti attendono composti. Fuori dai cancelli i visitatori (che ancora non possono entrare nel villaggio) si accontentano della vista sul parco olimpico dal terzo piano dei grandi magazzini John Lewis. Dove nel pomeriggio scoppia un piccolo incendio. Nulla di grave, ma il centro commerciale di Westfield, il più grande d'Europa, viene in parte evacuato.
Attorno allo stadio c'è un gran fermento. Gli ultimi preparativi prima del via di stasera. I trattori trasportano zolle di erba e fiori e centinaia di spighe di grano. Servono per creare la scena da campagna inglese voluta da Boyle. Gli organizzatori ieri si sono decisi a diffondere un video di 30 secondi girato alle prove di tre giorni fa. Si vedono bambini che saltano all'impazzata sui lettoni d'ospedale e le infermiere dell'Nhs (il servizio sanitario nazionale, un vanto per il governo) che fanno il girotondo, danzatori in costumi bizzarri, coreografie al buio e creature alate in bicicletta.
«Questi saranno i Giochi che alzeranno il morale della città, del nostro Paese e del mondo», ha detto con una punta di retorica il primo ministro David Cameron arrivato all'Olympic Park nel primo pomeriggio insieme a Seb Coe, il presidente del comitato organizzatore. «Sono tempi di difficoltà economiche per la nazione, lo sanno tutti. Ma guardate cosa siamo stati capaci di realizzare, nonostante i problemi. Guardate questo straordinario parco olimpico, costruito dal nulla in sette anni», ha proseguito Cameron. Che non ha mancato di rispondere piccato alle critiche di Mitt Romney.
Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, in un'intervista alla Nbc, si era detto perplesso per i flop sulla sicurezza (è dovuto intervenire l'esercito per rimpiazzare le guardie private mancanti) e sui trasporti, visto che uno sciopero degli addetti all'immigrazione negli aeroporti era in programma proprio per ieri (e poi è stato cancellato). Il premier non ha gradito: «I Giochi si tengono in una grande città, non in mezzo al nulla», ha osservato con sarcasmo, riferendosi ovviamente alle Olimpiadi di Salt Lake City, organizzate guarda caso da Romney.
Ma la tensione della vigilia si è stemperata quando i due si sono incontrati faccia a faccia per un'ora a Downing Street. Pare siano andati d'accordo, anche se in passato Cameron ha sempre espresso la sua stima per Barack Obama. E sembra che Romney abbia convenientemente cambiato idea: «Mi aspetto un'Olimpiade di grande successo», ha commentato dopo il meeting. «Da quello che ho visto finora c'è grande immaginazione e tantissima organizzazione».
Cameron ha poi accolto la torcia olimpica al numero 10. «Un momento di orgoglio nazionale», lo ha definito. Il fuoco sacro dei Giochi ha viaggiato tra Westminster e Buckingham Palace, con un tedoforo d'eccezione, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, per poi arrivare alla fine della sua corsa ad Hyde Park, accolto da migliaia di persone. Oggi finalmente comparirà nel calderone dello stadio. Ma chi sarà l'ultimo tedoforo? È l'unico segreto che gli organizzatori sono riusciti a non svelare. I bookmaker però puntano su Sir Roger Bannister, 83 anni, il primo uomo al mondo che nel 1954 è riuscito a correre un miglio, circa 1.600 metri, in meno di quattro minuti. Ha vinto un campionato del mondo, ma mai una medaglia olimpica. Questa potrebbe essere la sua occasione per assaggiare la gloria dei Giochi. Gli altri possibili papabili sono David Beckham, grande escluso del team Gb, il giovane tuffatore Tom Daley, la leggenda della canoa Sir Steve Redgrave (cinque ori olimpici) e il ciclista Bradley Wiggins, fresco vincitore del Tour de France.
Stasera un miliardo di sguardi, in tutto il mondo, saranno puntati sul fortunato che darà ufficialmente il via alla XXX Olimpiade.
lunedì 16 luglio 2012
E' UFFICIALE :FABIO CAPELLO NUOVO CT RUSSIA
Fabio Capello è ufficialmente il nuovo c.t. della Russia. La conferma dell'ingaggio del 66enne tecnico arriva direttamente dalla federazione di Mosca. Per Capello sarà la seconda esperienza alla guiida di una nazionale dopo i 4 anni (dal 2008 al febbraio di quest'anno) trascorsi sulla panchina dell'Inghilterra. Il primo obiettivo di Capello sarà quello di guidare la Russia nelle qualificazioni del Mondiale 2014 in programma in Brasile, ma il tecnico che succede a Dick Advocaat dovrebbe aver raggiunto l'accordo per un contratto di 6 anni e guiderà la federazione di Mosca fino al Mondiale del 2018, che si terrà proprio in Russia per la prima volta nella storia
L'investitura — "Abbiamo deciso di nominare Fabio Capello nuovo manager della nostra nazionale di calcio - ha raccontato Nikita Simonyan, presidente ad interim della federcalcio russa, all'agenzia di stampa Itar-Tass -. Aspettiamo Capello a Mosca nei prossimi giorni per gli ultimi dettagli e per la firma del contratto, che dovrebbe avvenire tra mercoledì e giovedì". Secondo quanto riportato nei giorni scorsi dai tabloid inglesi, lo stipendio di Capello si aggirerebbe sui 12 milioni di euro l'anno.
TOUR DE FRANCE: OLTRE 30 FORATURE NELLA TAPPA DI IERI.PERCHE? UN DFICENTE HA GETTATO DEI CHIODI IN STRADA
In un Tour che sembra congelato nelle posizioni di vertice, una mano per ora ignota ha pensato di creare emozione spargendo con criminale leggerezza chiodi sul percorso. Neanche questo è servito però a cambiare il destino della 14/a tappa, che ha visto vincere con merito lo spagnolo Luis Luis Leon Sanchez e Bradley Wiggins mantenere saldamente il comando della classifica. Superate le Alpi senza affanni, a quanto si è visto la maglia gialla potrebbe non dover temere granchè neanche dai Pirenei, il cui primo assaggio si è avuto oggi. Secondo un copione non nuovo in questa edizione del Tour, la frazione è stata segnata dalla fuga di un gruppetto di corridori, all'inizio undici, che hanno accumulato un enorme vantaggio mentre i migliori hanno mantenuto una andatura tranquilla. Le condizioni meteo, con lieve pioggia a tratti e asfalto umido, non hanno favorito le imprese. La corsa si è accesa, in tutti i sensi, sul Mur de Peguere, ad una quarantina di chilometri dal traguardo. Una salita molto ripida e stretta nell'ultimo tratto che il Tour affrontava per la prima volta. Il francese Sandy Cesar ha cercato di staccare i compagni di fuga, tra i quali lo stesso Sanchez, Peter Sagan e Philippe Gilbert, ma dopo aver conquistato il gpm non ha retto alla lunga discesa, ed è stato raggiunto dagli altri. Proprio dopo il passaggio dei primi, nel quarto d'ora circa d'attesa per l'arrivo del gruppo maglia gialla, qualcuno ha gettato sull'asfalto decine di chiodi. Cadel Evans, che sul muro finale della salita aveva cercato inutilmente di sorprendere Wiggins, è stato tra i primi a restare vittima di una foratura. Mentre il gruppo maglia gialla era già lanciato in discesa, l'australiano ha cercato di "rubare" la ruota al primo gregario arrivato sul posto, ma anche quello aveva bucato. Dopo un bel po' è giunta l'ammiraglia, attardata come le altre auto sulla strada strettissima, con la ruota nuova, ma dopo pochi minuti un'altra foratura lo ha fermato, portando a quasi due minuti il suo ritardo. Che qualcosa di strano fosse accaduto è apparso chiaro quando, uno dopo l'altro, almeno venti corridori hanno dovuto cambiare ruota. "Qualcuno ha gettato dei chiodi da tappezziere sul tracciato, un gesto assurdo e pericolosissimo - ha spiegato poi il direttore di corsa, Christian Prudhomme - Anche molte moto della organizzazione avevano vari chiodi piantati negli pneumatici". Nel frattempo, nel gruppetto dei primi Sanchez ha approfittato di un momento di distrazione di Peter Sagan, molto attivo e sempre più leader della classifica a punti, per involarsi da solo verso il traguardo e conquistare il suo quarto successo al Tiur. Lo slovacco ha vinto la volata per il secondo posto. Il gruppo, data la particolare situazione, ha rallentato ancora l'andatura per consentire a Evans di rientrare ed è giunto al traguardo con oltre 18 minuti sul vincitore. Domani la 15/a tappa, la Samatan-Pau, di 158,5 km, presenta un tracciato molto frastagliato ma non sembra consentire attacchi particolari. Wiggins può dormire tranquillo, dato che a quanto si è visto "schiodarlo" dalla posizione di leader è davvero difficile.
sabato 14 luglio 2012
CALENDARIO OLIMPIADI LONDRA 2012
LEGENDA
Orario londinese che potrebbe subire variazioni per esigenze TV
U= Uomini
D= Donne
ATLETICA
Venerdi 3 Agosto: Peso U (21.30) 10.000 D (22.25)
Sabato 4 Agosto: 20km U (18.00) Disco D (20.30) Lungo U (20.55) Eptathlon 800m D (21.35) 10.000 U (22.15) 100 D (22.55)
Domenica 5 Agosto: Maratona D (12.00) Triplo D (20.35) Martello U (21.20) 400 D (22.10) 3000st U (22.25) 100 U (22.50)
Lunedi 6 Agosto: Asta D (20.00) Peso D (20.15) 400hs U (21.45) 300st D (22.05) 400 U (22.30)
Martedi 7 Agosto: Alto U (20.00) Disco U (20.45) 100hs D (22.00) 1500 U (22.15)
Mercoledi 8 Agosto: Lungo D (21.05) 400hs D (21.45) 200 D (22.00) 110hs U (22.15)
Giovedi 9 Agosto: Triplo U (22.20) 800 M (21.00) 200 U (21.55) Giavellotto D (22.00) Decathlon 1500m U (22.20)
Venerdi 10 Agosto: Asta U (20.00) Martello D (20.35) 5000 D (21.05) 1500 D (21.55) 4x400 D (22.10) 4x400 U (22.20)
Sabato 11 Agosto: 50km U (10.00) 20km D (18.00) Alto D (20.00) Giavellotto U (20.20) 5000 U (20.30) 800 D (21.00) 4x100 D (21.25) 4x100 U (22.00)
Domenica 12 Agosto: Maratona U (11.00)
BADMINTON
Venerdi 3 Agosto: Finale misto doppio (13.30)
Sabato 4 Agosto: Finale singolare e doppio D (13.30)
Domenica 5 Agosto: Finale singolare e doppio U (13.00)
BASKET
Sabato 11 Agosto: Finale D (21.00)
Domenica 12 Agosto: Finale U (15.00)
BEACH VOLLEY
Mercoledi 8 Agosto: Finale D (19.00)
Giovedi 9 Agosto: Finale U (19.00)
BOXE
Giovedi 9 Agosto: Finali D 51g, 60kg, 75kg (16.30)
Sabato 11 Agosto: Finali U 49kg, 56kg, 64kg, 75kg, 91kg (20.30)
Domenica 12 Agosto: Finali U 52kg, 60kg, 69kg, 81kg, +91kg (13.30)
CALCIO
Giovedi 9 Agosto: Finale D (19.45)
Sabato 11 Agosto: Finale U (15.00)
CANOA SLALOM
Martedi 31 Luglio: Canoa Singola U (13.30)
Mercoledi 1 Agosto: Kayak U (13.30)
Giovedi 2 Agosto: Canoa Doppio U e Kayak D (13.30)
CANOA SPRINT
Mercoledi 8 Agosto: C1 K1 K2 U e K4 D (9.30)
Giovedi 9 Agosto: C2 K4 U e K1 K2 D (9.30)
Sabato 11 Agosto: C1 K1 K2 U e K1 D (9.30)
CANOTTAGGIO
CICLISMO-BMX
Venerdi 10 Agosto: Finali U e D (15.00)
CICLISMO-MTB
Sabato 11 Agosto: Finale Cross D (12.30)
Domenica 12 Agosto: Finale Cross U (13.30)
CICLISMO-STRADA
Sabato 28 Luglio: Corsa in linea U (10.00)
Domenica 29 Luglio: Corsa in linea D (10.00)
Mercoledi 1 Agosto: Cronometro D (10.00) e U (13.00)
CICLISMO-PISTA
Giovedi 2 Agosto: Sprint squadre U e D (16.00)
Venerdi 3 Agosto: Squadre U Keirin D (16.00)
Sabato 4 Agosto: Square D (16.00)
Domenica 5 Agosto: Omnium U (16.00)
Lunedi 6 Agosto: Sprint U (16.00)
Martedi 7 Agosto: Keirin U Omnium D Sprint D (16.00)
EQUITAZIONE
Martedi 31 Luglio: Completo (10.30)
Lunedi 6 Agosto: Salto a squadre (14.00)
Martedi 7 Agosto: Dressage squadre (10.00)
Mercoledi 8 Agosto: Salto singolo (12.00)
Giovedi 9 Agosto: Dressage singolo (12.30)
GINNASTICA ARTISTICA
Lunedi 30 Luglio: Squadre U (16.30)
Martedi 31 Luglio: Squadre D (16.30)
Mercoledi 1 Agosto: All Around U (16.30)
Giovedi 2 Agosto: All Around D (16.30)
Domenica 5 Agosto: Corpo Libero U Cavallo con maniglie U Volteggio D (14.00)
Lunedi 6 Agosto: Anelli U Volteggio U Parallele Asimmetriche D (14.00)
Martedi 7 Agosto: Sbarra U Parallele U Sbarra D Corpo Libero D (14.00)
GINNASTICA RITMICA
Sabato 11 Agosto: Individuale (13.30)
Domenica 12 Agosto: Squadre (13.30)
HOCKEY SU PRATO
Venerdi 10 Agosto: Finale D (20.00)
Sabato 11 Agosto: Finale U (20.00)
JUDO
Sabato 28 Luglio: -60kg U -48kg D (14.00)
Domenica 29 Luglio: -66 U -52 D (14.00)
Lunedi 30 Luglio: -73 U -57 D (14.00)
Martedi 31 Luglio: -81 U -63 D (14.00)
Mercoledi 1 Agosto: -90 U -70 D (14.00)
Giovedi 2 Agosto: -100 U -78 D (14.00)
Venerdi 3 Agosto: +100 U +78 D (14.00)
NUOTO
Sabato 28 Luglio: 400 misti U 400 misti D 4x100sl D (19.30)
Domenica 29 Luglio: 100 rana U 4x100sl U 100 farfalla D 400sl D (19.30)
Lunedi 30 Luglio: 100 dorso U 200sl U 100 dorso D 100 rana D (19.30)
Martedi 31 Luglio: 200 farfalla U 4x200sl U 200sl D 200 misti D (19.30)
Mercoledi 1 Agosto: 100sl U 200 rana U 200 farfalla U 4x200sl D (19.30)
Giovedi 2 Agosto: 200 dorso U 200 misti U 100sl D 200 rana D (19.30)
Venerdi 3 Agosto: 50sl U 100 farfalla U 50sl D 200 dorso D 800sl D (19.30)
Sabato 4 Agosto: 1500sl U 4x100 misti U 50sl D 4x100 misti D (19.30)
Giovedi 9 Agosto: 10km fondo D (12.00)
Venerdi 10 Agosto: 10km fondo U (12.00)
NUOTO SINCRONIZZATO
Martedi 7 Agosto: Doppio (12.00)
Venerdi 10 Agosto: Squadre (12.00)
PALLAMANO
Sabato 11 Agosto: Finale D (20.30)
Domenica 12 Agosto: Finale U (15.00)
PALLANUOTO
Giovedi 9 Agosto: Finale D (18.40)
Venerdi 10 Agosto: Finale U (14.30)
PALLAVOLO
Sabato 11 Agosto: Finale D (18.30)
Domenica 12 Agosto: Finale M (13.00)
PENTATHLON MODERNO
Sabato 11 Agosto: Finale M (15.10)
Domenica 12 Agosto: Finale D (14.00)
SCHERMA
Sabato 28 Luglio: Fioretto D (18.00)
Domenica 29 Luglio: Sciabola U (18.00)
Lunedi 30 Luglio: Spada D (18.00)
Martedi 31 Luglio: Fioretto U (18.00)
Mercoledi 1 Agosto: Spada U e Sciabola D (17.30)
Giovedi 2 Agosto: Fioretto squadre D (18.00)
Venerdi 3 Agosto: Sciabola squadre U (18.00) Trampolino Elastico U (14.00)
Sabato 4 Agosto: Spada squadre D (18.00) Trampolino Elastico D (14.00)
Domenica 5 Agosto: Fioretto squadre U (18.00)
SOLLEVAMENTO PESI
Sabato 28 Luglio: 48kg D (15.30)
Domenica 29 Luglio: 53 D (15.30) 56 U (19.00)
Lunedi 30 Luglio: 58 D (15.30) 62 U (19.00)
Martedi 31 Luglio: 63 D (15.30) 69 U (19.00)
Mercoledi 1 Agosto: 69 D (15.30) 77 U (19.00)
Venerdi 3 Agosto: 75 D (15.30) 85 U (19.00)
Sabato 4 Agosto: 94 U (19.00)
Domenica 5 Agosto: +75 D (15.30)
Lunedi 6 Agosto: 105 U (19.00)
Martedi 7 Agosto: +105 U (19.00)
TIRO
TIRO CON L'ARCO
Sabato 28 Luglio: Gara a squadra U (15.00)
Domenica 29 Luglio: Gara a squadre D (15.00)
Giovedi 2 Agosto: Finale D (14.00)
Venerdi 3 Agosto: Finale U ( 14.00)
TENNIS
Sabato 4 Agosto: Doppio M Singolare D (14.00)
Domenica 5 Agosto: Doppio misto Singolare M Doppio D (12.00)
TENNIS TAVOLO
Mercoledi 1 Agosto: Singolo D (14.30)
Giovedi 2 Agosto: Singolo U (14.30)
Martedi 7 Agosto: Squadre D (15.30)
Mercoledi 8 Agosto: Squadre U (15.30)
TAEKWONDO
Mercoledi 8 Agosto: -58kg U -49kg D (20.00)
Giovedi 9 Agosto: -68 U -57 D (20.00)
Venerdi 10 Agosto: -80 U -67 D (20.00)
Sabato 11 Agosto: +80 U +67 D (20.00)
TRIATHLON
Sabato 4 Agosto: Gara D (9.00)
Martedi 7 Agosto: Gara U (11.30)
LOTTA GRECO-ROMANA
TUFFI
Domenica 29 Luglio: Syncro 3m D (15.00)
Lunedi 30 Luglio: Syncro 10m U (15.00)
Martedi 31 Luglio: Syncro 10m D (15.00)
Mercoledi 1 Agosto: Syncro 3m U (19.00)
Domenica 5 Agosto: Trampolino 3m D (19.00)
Martedi 3 Agosto: Trampolino 3m U (19.00)
Giovedi 9 Agosto: Piattaforma 10m D (19.00)
Sabato 11 Agosto: Piattaforma 10m U (20.30)
VELA
Domenica 5 Agosto: Fin U Star U (12.00)
Lunedi 6 Agosto: Laser U Radial D (12.00)
Martedi 7 Agosto: RS:X U RS:X D (12.00)
Mercoledi 8 Agosto: 49er U (12.00)
Giovedi 9 Agosto: 470 U (12.00)
Venerdi 10 Agosto: 470 D (12.00)
Sabato 11 Agosto: Elliot 6m D (12.00)
GLI ATLETI DELL'ESERCITO PRONTI A MERCIARE SU LONDRA
"L'Olimpiade è la gioia più grande per un atleta, a voi va il mio ringraziamento sincero. Andate e, se possibile, vincete". Col saluto del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Claudio Graziano, si appresta a prendere il via l'avventura dei 25 atleti del Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito che saranno impegnati tra due settimane ai Giochi. Quella di Londra sarà una spedizione record per il gruppo, con cinque elementi in più rispetto alla precedente edizione di Pechino. "Sono contento che l'Esercito nelle discipline sportive sia migliorato nel corso del tempo - ha aggiunto Graziano - I nostri atleti qualificati, che rappresentano modelli da seguire per i loro colleghi militari e per tutta la gioventù italiana, ci permetteranno di convalidare valori militari come disciplina, onestà, impegno, e di portare questi valori nel mondo civile e in quello dello sport che è il ponte tra la guerra e la pace. Siamo contenti di contribuire al lavoro del Coni".
Alla cerimonia di presentazione è intervenuto anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci: "Sono grato all'Esercito per come ha preparato i suoi atleti per Londra. Il record di 25 partecipanti merita il nostro plauso. Guardando gli atleti qui presenti vedo che hanno tutti le potenzialità per arrivare alla medaglia, anche se è sempre più difficile. Le medaglie restano sempre le stesse mentre il numero di paesi in competizione aumenta". "Le aspettative comunque sono quelle di far fare bella figura al Paese e ovviamente allo sport italiano - ha concluso Petrucci - Dobbiamo essere fieri del fatto che l'Italia é tra le prime 10 nazioni per atleti qualificati. La nostra è una bella squadra, che con sacrificio e impegno rende onore ad un paese che si colloca tra le prime 5 nazioni per risultati storici alle Olimpiadi".
Tra i 25 atleti più rappresentativi dell'Esercito spiccano Mauro Sarmiento (argento a Pechino nel taekwondo), i nuotatori Fabio Scozzoli (vicecampione del mondo nei 100 e 50 metri rana e campione europeo 2012 nei 100 metri rana) e Valerio Cleri (campione mondiale 2010 e medaglia d'argento agli europei 2010 nelle acque libere), Noemi Batki (campionessa europea 2011 nella specialità tuffi dalla piattaforma a 10 metri), Vanessa Ferrari e Carlotta Ferlito (medaglie di bronzo agli europei di ginnastica artistica del 2012).
BASKET: JORDAN A BRYANT, MI FAI RIDERE!
"Non ho dubbi che la squadra olimpica del 2012 potrebbe battere il Dream Team del '92 in un singolo match''. Questa frase di Kobe Bryant, protagonista annunciato del torneo di basket olimpico a Londra, ha provocato la replica stizzita di Michael Jordan, il Mito, che Bryant raggiungerà come vincitore di due ori ai Giochi in caso di successo degli Usa a Londra.
"Una frase del genere mi fa ridere - ha commentato 'Air' -, é ridicola, e credo che fra le due squadre non sia possibile neppure un paragone. Bryant lo ha fatto, ma certo non è stata una delle cose più intelligenti che potesse dire". "Ho sentito dire a Kobe che noi non eravamo abbastanza atletici - ha aggiunto Jordan - ma invece lo eravamo. Ha detto anche che eravamo vecchi, e gli faccio notare che nel 1992 io avevo 29 anni ed ero all'apice della mia carriera. 'Pip' (Scottie Pippen ndr) ne aveva 26 o 27, Charles Barkley 29 e così pure Pat Ewing e Chris Mullin.
Quasi tutti avevano meno di 30 anni". L'unico vero Dream Team, quello dei Giochi di Barcellona 1992, ha riunito autentiche leggende del basket americano, visto che ne facevano parte, tra gli altri, anche 'Magic' Johnson, Larry Bird, John Stockton, David Robinson e Clyde 'The Glide' Drexler. In tutto su dodici giocatori a disposizione di coach Chuck Daly, 11 sono entrati a far parte della Hall of Fame. Il Dream Team, di cui quest'anno ricorre il ventennale con tanto di divise commemorative prodotte dallo sponsor tecnico di 'Usa Basketball', vinse tutte le partite giocate in quell'Olimpiade, infliggendo alle squadre avversarie una media di 43 punti di scarto.
GIOCHI OLIMPICI IN VIGORE RESTRIZIONE SPAZIO AEREO
Un 'cerchio d'acciaiò intorno a tutta la città per proteggerla da possibili attentati terroristici e da qualsiasi tentativo di rovinare i Giochi: da oggi entrano in vigore le restrizioni dello spazio aereo su Londra e diventa operativo il piano di sicurezza aerea, con l' impiego tra l'altro della più grande nave della Marina militare britannica, la portaelicotteri HMS Ocean, ormeggiata sul Tamigi.
Con l'ordine di usare forza "letale" se necessario, a proteggere la capitale saranno alcuni elicotteri con cecchini a bordo, in una base dell'est di Londra, cacciabombardieri Typhoon e altri elicotteri da guerra presso la base di Northolt; oltre alle controverse piattaforme di lancio per missili terra-aria in sei punti della città.
Nel frattempo, l'Intelligence and Security Committee nel suo rapporto annuale annuncia che i servizi di sicurezza si stanno preparando per tre tipi di minacce: un attentato di al Qaida o di suoi affliati; un attacco, anche solo simbolico e privo di vittime, dei repubblicani irlandesi; azioni di gruppi "esterni" interessati a prendere di mira altri Paesi che partecipano alle Olimpiadi.
lunedì 2 luglio 2012
SVENTOLAVA LA SFASTICA: GIOVANE ARRESTATO.TENSIONE A ROMA E A MILANO
E' stato identificato e arrestato dalla Digos il giovane che ieri, al Circo Massimo a Roma, sventolava davanti al maxischermo per la finale degli Europei, una bandiera con una svastica. Le accuse sono di "resistenza e di apologia di reato". Il giovane, Enrico Zaccardi, di 23 anni, è già noto alla Digos, era stato videoripreso dalla polizia scientifica mentre inneggiava al "Duce" sventolando la bandiera. A seguito della perquisizione in casa sua è stata sequestrata un'altra bandiera simile a quella utilizzata ieri, volantini ed altro materiale che inneggia al fascismo e "oggetti atti ad offendere". A finire in manette, sempre per resistenza, è stato un altro romano di 19 anni, Ivan Simoncioni, che era in compagnia di Zaccardi, ed è stato ripreso mentre lanciava oggetti verso il maxischermo e il pubblico. Altri componenti del gruppo, tra i quali una donna, sono stati denunciati perché trovati in possesso di materiale pirotecnico.
FESTA NELLE PIAZZE, TENSIONE A ROMA E A MILANO - "Ci hanno fatto sognare. Stasera ci siamo svegliati, ma dobbiamo essere fieri di loro". Ecco, le parole pronunciate a Kiev dal premier Mario Monti subito dopo aver incontrato gli Azzurri negli spogliatoi sono il sentimento dell'Italia che si è radunata davanti ai maxischermi nelle piazze, ma poi alla fine è andata via mogia mogia, anche prima della fine della partita. Purtroppo ci sono stati anche episodi di teppismo, a Milano e Roma. Lancio di fumogeni e petardi contro il maxischermo al Circo Massimo hanno costretto l'organizzazione a spegnere l'impianto prima della fine della partita. Tre le persone fermate. Ma nella Capitale, sfidando il caldo, si sono radunati in 500mila e anche se la festa è durata solo 45 minuti c'é stato anche tanto orgoglio da parte di chi è rimasto fino alla fine sventolando il tricolore. Purtroppo durante il primo tempo sventolata anche la bandiera con la svastica.
Anche a Milano, in piazza Duomo, momenti di tensione, quando migliaia di persone, per motivi da chiarire, dal centro della piazza hanno cominciato a correre. Nella calca qualcuno è caduto, altri sono andati a sbattere sulle transenne: una decina, alla fine, i contusi. A quel punto, con pochi minuti da giocare e la Spagna avanti 4-0, molti tifosi erano già andati via, archiviando una serata di vane speranze, negli Azzurri e in Balotelli in particolare. Sono rimaste quasi tutte invendute le maglie azzurre con la scritta 'Campioni d'Europà offerte dagli ambulanti. Non per i 15 euro che chiedevano, ma perché è stata sofferta e amara la serata dei circa 60 mila milanesi che hanno scelto di guardare con il naso all'insù la finale degli Europei.
Alla fine la festa è delle poche decine di spagnoli, protetti dalla polizia quando un gruppo di esagitati si è avvicinato urlando insulti e minacce. Delusione anche tra gli sfollati in Emilia. Sognavano un successo liberatorio, una vittoria dell'Italia del pallone che li riscattasse dalle sofferenze dell'ultimo mese e mezzo. E invece davanti ai maxischermi allestiti da Rai e Uisp, hanno vinto la stanchezza e lo sconforto. "Troppa Spagna", si lascia andare Stefano, 30 anni, a Mirandola, mentre lo schermo ricorda l'amaro punteggio di questa finale". "Ci credevamo", dice una ragazza con indosso una maglietta azzurra. Davanti alle tv a Bari vecchia l'osservato speciale è stato per tutta la partita Antonio Cassano.
"Ha dato il massimo - commenta Giovanni Loseto, ex difensore e bandiera del Bari - disputando una straordinaria semifinale. Non bisogna dimenticarsi che ha superato in pochi mesi un grave problema fisico, tornando in buona forma". Ma c'e stato anche chi ha ignorato la finale. a Siena, oggi vigilia del Palio, la finale degli europei è passata in secondo piano: c'era la cosiddetta 'prova generale'. Niente maxischermi neppure in valle di Susa. Qui i No Tav hanno organizzata una specie di 'contropartita': clown, sbandieratori, cantanti e rapper alle reti del cantiere a Chiomonte.
SPAGNA RECORD MAI NESSUNO COSI'
E tre. Strapazzando l'Italia in finale la Spagna conquista il suo terzo titolo europeo, il secondo consecutivo (impresa mai riuscita a nessuna squadra) e, soprattutto completa un filotto europeo-mondiale-europeo che sarà difficile eguagliare per chiunque. Quattro anni di successi ininterrotti fatti di un gioco spettacolare, un possesso palla quasi esasperante, e, soprattutto, una generazione di fenomeni difficilmente ripetibile. Gli azzurri sono stati la terza 'vittima' in una finale di una grande competizione internazionale: ad ostacolare l'epopea spagnola ci aveva provato quattro anni fa la Germania, due anni fa l'Olanda in Sudafrica, quindi l'Italia di Prandelli nell'eurofinale di Kiev.
Vicente Del Bosque, allenatore già campione del mondo dopo essere subentrato ad Aragones che ha inaugurato il ciclo, ha cambiato poco rispetto alla spedizione sudafricana. Dovendo fare a meno di Puyol e Villa, che erano stati due dei principali protagonisti del trionfo mondiale, ha consacrato Sergio Ramos come difensore centrale ed ha spesso fatto a meno di un attaccante di ruolo, relegando spesso in panchina Fernando Torres, e schierando una squadra con tanti centrocampisti in grandi di concludere. La vittoria di ucraino-polacca ha così, soprattutto, le facce dei grandi protagonisti di questo ciclo di vittorie: Xavi, Iniesta, Xabi Alonso, Fabregas, Casillas ormai abbastanza esperti da essere i padroni assoluti della nazionale, ma ancora abbastanza giovani per potersi presentare fra due anni in Brasile per cercare un'impresa ancora più clamorosa come il bis al mondiale che servirebbe ad essere consacrati oltre che nella storia anche nella leggenda del calcio di tutti i tempi.
Il tique-taca spagnolo, come è definito il fitto fraseggio di passaggi, spesso di prima, lo stile di gioco devotissimo al possesso palla che segna lo stretto indispensabile, ma che prende anche pochissimi gol, segna così un altro trionfo che gli farà fare ancora più scuola nel calcio europeo. Un ciclo di successi che si accompagna, peraltro, con quello del Barcellona di cui molti dei componenti dell'undici tipo fanno parte. Fra i meriti di Del Bosque (e di Aragones prima) c'é anche quello di aver fatto diventare una squadra unita un gruppo di campioni sia catalani sia castigliani, che, con una mezza rivoluzione culturale nel calcio spagnolo, hanno saputo trovare una sintesi vincente nella nazionale.
JUVE SETTIMANE DECISIVE PER VAN PERSIE
L’Europeo è storia, il futuro (assai prossimo) ci porta alla stagione 2012-13. È già tempo di raduni e non solo dalle nostre parti. L’Arsenal si ritroverà tra una settimana esatta e cinque giorni più tardi, cioè sabato 14, debutterà in un triangolare con Southampton e Anderlecht. Non lo scriviamo a uso e consumo dei tifosi dei Gunners, che dalle nostre parti presumiamo siano pochi, ma di quelli bianconeri. L’evolversi delle vicenda interne all’Arsenal vengono infatti seguite con grande attenzione dalla Juve. Perché se all’apparenza il mercato dei bomber si presenta piatto, è un fatto che nell’ultima settimana tre colpi siano stati messi a segno: proprio i londinesi hanno acquistato Olivier Giroud (dopo aver già preso Lukas Podolski il mese scorso), mentre il Bayern si è assicurato il croato Mario Mandzukic e l’Anzhi l’ivoriano Lacine Traoré . Quest’ultimo è poco noto al grande pubblico, ma assai considerato dagli addetti ai lavori, infatti al club russo è costato la bellezza di 18 milioni d’euro. Nota curiosa, Traoré era stato proposto alla Juve (e all’Inter) che però non hanno approfondito il discorso. Non si parla di big assoluti dunque, ma nemmeno di ballerine di seconda fila. E l’aspettativa generale, soprattutto di chi deve comprare, è che finalmente siano maturi i tempi per passare ai bersagli grossi.
IL SIGNOR NO - In tal senso la situazione di Robin Van Persie resta quella più promettente. Non a caso, dietro richiesta di eventuali novità, ieri in casa Juve ci raccontavano: «Il ragazzo è tranquillo e determinato a non accettare i rilanci per il rinnovo presentatigli da Arsene Wenger ». Parole sicure, segno inequivocabile che i contatti proseguono. L’idea della coppia Marotta-Paratici di consegnare l’olandese ad Antonio Conte dunque non è tramontata, (anche se la stessa fonte ammette che aperture dai Gunners finora non ce ne sono state). Semmai a svaporare è stata qualche opzione alternativa, vedi quella relativa a Gonzalo Higuain , destinato a rimanere al Real Madrid. Van Persie no, lui si muoverà o almeno di questo sono persuasi in corso Galileo Ferraris.
BUFFON: ORGOGLIO ITALIA MA SPAGNA "INESTIMABILE"
Gigi Buffon orgogliosamente non si nega mai: «Eravamo troppo stanchi, contro la Germania alla fine abbiamo dato tutto. Loro sono stati troppo superiori, per me il rammarico è minore. Sembravano invulnerabili. Noi abbiamo fatto tantissimo, abbiamo fatto un grosso torneo e una bellissima cavalcata. Certo, arrivi in finale e vuoi vincere: ma in finale trovi squadre del tuo valore, ma la Spagna oggi ha un valore inestimabile. Noi ringraziamo i tifosi: la gente ci ha dato orgoglio e quelle sere. Noi abbiamo dato tutto: quando incontri i più forti, poi, devi anche saperti inchinare. Mi auguro che ci sia più spazio per la nazionale, questo è patrimonio di tutto: è l’unico veicolo che rianima e porta gioie nelle case dei tifosi».
PRANDELLI NON LASCIA IL PROGETTO VA AVANTI
Cesare Prandelli va in tv a parlare, prima dell’ascesa verso la tribuna per la premiazione. «S’è visto da subito che loro erano più freschi. Non abbiamo avuto il tempo di recuperare, era dura riprendere lo strappo iniziale contro una squadra come questa. Non abbiamo sbagliato: noi avevamo capito che dovevamo contenere, facevamo fatica. E la nostra generosità ci ha nuociuto. E’ stato un torneo straordinario. Noi dobbiamo crescere, dobbiamo arrivare a queste competizioni con un tempo giusto, dopo le fatiche del campionato».
IL PROGETTO - "Ho avuto in alcuni momenti certi pensieri ma è scritto che il progetto non si ferma e deve andare avanti". Lo ha detto il ct azzurro Cesare Prandelli al termine della finale persa degli europei negando di voler dare l'addio alla nazionale.
L'ITALIA CROLLA IN FINALE: LA SPAGNA E' CAMPIONE D'EUROPA
Stravince la Spagna, che piazza una quaterna in faccia all’Italia: 4 e a casa per la SuperSpagna. Altra storia rispetto all’1-1 del debutto di 21 giorni fa. Da quel giorno la Spagna non subisce gol e non casualmente impone una legge, la sua legge anche a questo Europeo. E’ triplete mai visto: Europeo, Mondiale ed Europeo in serie. Complimenti. L’Italia ha ritrovato dignità in questa rassegna polacco-ucraina, anche se la caduta tremenda in finale resterà una pagina nerissima della storia azzurra. Cade di schianto, infatti, Prandelli e la sua truppa: consumata da un torneo che le ha proposto il cammino più difficile per arrivare a questo epilogo ucraino, dovendo misurarsi due volte con la Spagna, superare Croazia, Inghilterra e Germania. Ora è il tempo del dopo e di riprendere tutte le parole lasciate in sospeso alla vigilia di questa caduta, a partire dal futuro di Prandelli.
LA GARA - Tante domande dopo il primo tempo dell’Italia: la Spagna assalta gli azzurri e tiene fuori la squadra di Prandelli dalla partita in avvio. Chiellini è subito un mismatch: non in condizione per giocare una finale e infatti, dopo il primo gol spagnolo, preso per una sua grave indecisione si deve arrendere (dentro Balzaretti). Il pressing alto Barça Style manda in tilt Pirlo, assaltato anche nei ripiegamenti. Davanti le punte restano lontane e si innervosiscono subito: Balotelli prova a risolvere i problemi da solo e va a sbattere contro Ramos (con cui litiga dal 1’). Le occasioni sono subito iberiche: al 10’ dai-e-vai Xavi-Fabregas-Xavi con tiro alto del mediano. Ma al 14’ la prima banderilla conficcata sul corpo della squadra azzurra: Iniesta serve profondo Fabregas, che salta Chiellini imbolsito e contratto, palla destro e a rimorchio arriva Silva che di testa fa 1-0. Meritatissimo. L’Italia si sveglia e attacca sui fianchi, tre angoli consecutivi con sussulti: al 17’ batte Pirlo, Casillas esce male ma manda fuori tempo De Rossi. Al 18’ Barzagli di testa anticipa gli spagnoli ma in mischia salva Ramos. Chiellini out, dentro Balzaretti, al 21’. Un break di De Rossi per Cassano che dribbla e tira debole, ma tra le gambe degli spagnoli, Casillas c’è. Ancora Cassano al 33’: lo innesca Pirlo e lui prova il diagonale dal vertice d’area, para coi pugni Casillas. Balotelli mette la firma sul primo tiro, rabbioso, ma alto al 38’: Prandelli è furioso con lui, in alcune circostanze cerca la soluzione personale, si defila e non tocca di prima. E con alcuni passaggi orizzontali innesca il contropiede spagnolo. Che si materializza, tremendo, al 41’: Xavi vede la corsa di Jordi Alba che penetra e scarica il diagonale oltre Buffon, è 2-0. Un destro di Montolivo per chiudere: Cassano fuori, dentro Di Natale la mossa di Prandelli per la ripresa.
IL CROLLO - La mossa sembrerebbe anche quella giusta, se dopo 1’ Montolivo illumina per Abata e trova il cross proprio per la testa di Di Natale che spara alto. Fabregas è un fattore, imprendibile con le sue accelerazioni profonde, al 3’ trova Buffon a frenare il tocco dell’ex Arsenal. Bonucci ferma con la mano al 4’ un tocco di Ramos: c’era il rigore, ma l’arbitro valuta l’involontarietà. La serata azzurra, praticamente, va in archivio al 6’ quando Di Natale si mangia l’ennesimo gol a due passi dal portiere, che gli para il tiro dopo gran palla di Montolivo. Prandelli continua a sbaglia e manda in campo Thiago Motta che dopo 3’ si stira: Italia anche in 10. Con Abate praticamente fermo e ben presto Balzaretti azzoppato da un contrasto con Ramos. Del Bosque richiama Fabregas, dentro Torres e la terza banderilla la conficca proprio El Nino, che al 39’ trova lo spazio e il tocco di prima per il 3-0. Fuori pure Iniesta per la standing ovation, dentro Mata che dopo attimi piazza il 4-0 su assist di Torres e in sospetto fuorigioco. L’Italia saluta malamente una rassegna cui aveva dato lustro e brividi: arrivata consunta e spezzettata, la squadra di Prandelli, che sbaglia tutto il possibile nella serata che più contava. La Spagna troppo forte e in condizioni troppo più brillanti e la Coppa se la prendono ancora loro che perfezionano un grandissimo triplete. Mai nessuna nazionale aveva saputo vincere in quattro anni Europeo-Mondiale-Europeo. All’Italia resta la maledizione della rassegna europea, che non vince da 44 anni: stavolta niente amarezza del golden gol, stavolta solo la certezza di aver perso dai più forti e più sani
venerdì 29 giugno 2012
JUVE SU BRUNO ALVES
Appuntamento per Bruno Alves . La prossima settimana potrebbe esserci la svolta per il centrale portoghese alla Juventus. Messi alle spalle gli Europei, positivi per il guerriero dello Zenit, ci sarà spazio per aprire la trattativa con il club russo allenato da Luciano Spalletti . A questo punto, il sorpasso su Mats Hummels , sogno di Antonio Conte , è servito. Anche per una questione di prezzo, di opportunità, di occasione.
ASSENSO - Insomma, al momento il portoghese è più “prendibile” rispetto al tedesco campione di Germania con il Borussia Dortmund e fresco di rinnovo sino al 2017. E poi i contatti sono lunghi più di un anno e mezzo. Con i russi e con l’entourage del giocatore. Che poi è formalmente Il papà: «Juve interessata da molto tempo Lo Zenit? Lui vorrebbe giocare a Torino» seguito da papà Washington . «I grandi club hanno Bruno nel mirino e tra questi c’è la Juventus, che ha mostrato interesse ormai da molto tempo. Gli italiani gli stanno dietro da quando era al Porto, ricordo l’Inter per esempio... E poi gli spagnoli, con il Real Madrid che però fu bloccato dalla clausola di rescissione molto alta. Ma la Juve è su tutti, perché insiste da tanto, è interessata da tanto. E’ chiaro: Bruno vorrebbe giocare nella Juve. Se sono interessati a negoziare con lo Zenit, Bruno non ha nulla in contrario. Anzi... Lui vuole giocare di più, e nell’ultima stagione a San Pietroburgo spesso è stato a guardare». A Torino non avrebbe il posto fisso, ma sarebbe pedina da ruotare con gli altri colossi: Giorgio Chiellini , Andrea Barzagli , Leo Bonucci . E con la Champions League di mezzo, ci sarebbe spazio per tutti.
I ROUND - Il primo tentativo di avere il giocatore in prestito pare sia stato respinto, ma non con foga. Allora ci sarà un altro tentativo sempre con quella formula, senza contare che le contropartite giuste ci sarebbero. Volendo. Qualche mese fa lo Zenit aveva fatto un sondaggio per Alessandro Matri : si vociferava di un’offerta pronta da 16 milioni. Poi, c’è sempre Simone Pepe che a Spalletti piace, eccome se piace. Dipenderà anche da Conte, dalle sue scelte. E sulla destra la concorrenza è fitta, visto che anche il neo acquisto Mauricio Isla staziona da quella parte. A proposito, il cileno mercoledì ha annunciato via Twitter che saranno gli ultimi cinque giorni in patria, poi da lunedì sarà focalizzato «per la mia nuova squadra, la Juventus; lavorerò duro per i traguardi personali e di gruppo».
LA JUVE TORNA A COMPRARE
L’effetto Europeo ha anestetizzato gli ultimi giorni di mercato, ma scollinato il week-end internazionale, si ricomincia a fare sul serio. Per carità, Beppe Marotta e Fabio Paratici non sono rimasti inattivi, anzi sono i dirigenti che si sono mossi di più e hanno, sostanzialmente, dominato la scena. ma la fine dell’Europeo segna l’inizio di una nuova fase del mercato, anche perché coincide con l’apertura del nuovo esercizio di bilancio, quello 2012-13, sul quale verranno scritte. E quindi ufficializzate Da lunedì si riparte con acquisti e blitz: attacco a Van Persie, svolta sul difensorele prime operazioni.
Come dire che la settimana inizierà con una... serie di acquisti. Kwadwo Asamoah, Mauricio Isla, Nicola Leali e Paul Pogba, infatti, verranno ufficializzati, potranno firmare il contratto ed entreranno nei quadri della rosa. Per Leali, probabilmente, si tratterà di un passaggio breve, visto che è destinato al prestito, ma comunque anche lui farà parte del pacchetto con cui inizierà una settimana calda per il mercato juventino.
Queste operazioni andaranno ad aggiungersi a quella che ha riportato Sebastian Giovinco in bianconero, all’acquisto della seconda metà del cartellino di Emanuele Giaccherini e alla vendita al Cagliari di Albin Ekdal , oltre alla risoluzioni di altre compartecipazioni minori. Ma soprattutto saranno il preludio a una serie di incontri e appuntamenti che segneranno l’inizio della fase due del mercato, quella che dovrà portare all’arrivo di un top player (e si attendono evoluzioni a breve sul fronte Van Persie ) e agli altri acquisti richiesti da Antonio Conte - un difensore e un esterno. Naturalmente questo accadrà più facilmente se si concretizzassero le cessioni di quei bianconeri - da Eljero Elia a Felipe Melo , da Milos Krasic a Reto Ziegler - ormai fuori dal progetto contiano, destinati a fare cassa e ad alleggerire il monteingaggi.
L’ORA DELLE FIRME - Il bilancio 2011-12 si chiude il 30 giugno con un disavanzo di per sé già gravoso, intorno ai 50-55 milioni di euro, sul quale hanno inciso ovviamente gli 11 milioni per Giovinco, i 4,25 per Giaccherini, soltanto parzialmente compensati dal milione e 200 mila euro incassato per Ekdal. Marotta sonderà Wenger per capire i margini per l’acquisto dell’olandese e anticipare il CityMa lunedì si volta pagina. L’agenda di Marotta è fitta di appuntamenti: superate le visite mediche, in settimana firmeranno Asamoah, Isla (15 milioni la spesa per la compartecipazione di entrambi) e il giovane portiere Leali (5 milioni), ma a Torino aspettano - questa volta per davvero - l’arrivo del centrocampista Paul Pogba . Il gioiellino, appena 19enne, non ha rinnovato con il Manchester United per abbracciare la Juventus. Il contenzioso tra i due club, che sembrava destinato a finire in tribunale, dovrebbe risolversi con il riconoscimento di un bonus di valorizzazione a favore degli inglesi. E sempre in corso Galileo Ferraris dovrebbero presentarsi gli agenti di Giovinco per discutere del ritocco all’ingaggio: se l’azzurro a Parma guadagnava 1,8 milioni, adesso che il suo valore è triplicato chiederà il raddoppio del compenso. E valuterà anche il numero di maglia da indossare: sicuramente, se la società gli proponesse la numero 10 di Del Piero sarebbe onorato di portarla addosso.
GLI AFFONDI - Dagli affari già fatti a un capitolo ancora tutto da scrivere, quello dei nuovi colpi. Marotta non ha mai fatto mistero che attendeva la fine dell’Europeo per l’affondo decisivo su Van Persie. E l’arrivo all’Arsenal della rivelazione francese Olivier Giroud , capocannoniere della Ligue 1 con il Montpellier, gli può facilitare l’impresa perché gli inglesi hanno già “pescato” l’erede dell’olandese. Insomma, Arsene Wenger si è messo nelle condizioni di cedere Van Persie, semmai i bianconeri devono fare attenzione al City che ha un potere economico decisamente Higuain è l’alternativa forte, ma è necessario aspettare. L’occasione potrebbe arrivare in agostosuperiore. Marotta, che non può permettersi un’asta con lo sceicco, ha fissato da tempo verso la fine dell’Europeo il primo grande attacco all’Arsenal per l’olandese. Nei prossimi dieci giorni la Juventus vuole capire se Van Persie è una soluzione possibile o se la strada è irrimediabilmente sbarrata dal City. Questo perché non mancano, nel caso, le alternativa, a partire da Luis Suarez ed Edin Dzeko , che proprio nel caso Van Persie dovesse trasferirsi al Manchester di Mancini si sentirebbe di troppo e, già da ora, lancia messaggi ai bianconeri. E poi c’è Higuain, il bomber argentino del Real Madrid, per il quale l’attesa sarà sicuramente più lunga. Perché El Pipita potrebbe essere un’occasione più avanti, forse anche ad agosto.
BONUCCI:MERITO DI TUTTA LA SQUADRA
Leo Bonucci mette in archiviio un’altra prestazione monstre dopo aver cancellato Gomez: «Il merito se chiudiamo così sui più grandi attaccanti èdi tutti. Adesso non c’è tempo da perdere, ora pensiamo a recuperare. La Spagna è una pratica complessa, che gioca senza attaccanti veri. Ma li abbiamo fronteggiati già senza giocare affatto male, anzi». Poi in tv Gene Gnocchi fa una battuta sulla difesa tutta juventina: «Ma andate in tournee in estate come i Pooh tu, Buffon, Chellini e Barzagli?». «No, Gene: questa estate ho il figlio piccolo da accudire…».
PROENCA ARBITRERA' ITALIA-SPAGNA
Sarà il portoghese Pedro Proenca l'arbitro della finale di Euro 2012, che vedrà di fronte domenica sera a Kiev Italia e Spagna. Il direttore di gara aveva già arbitrato l'Italia nella sfida dei quarti di finale contro l'Inghilterra, conclusasi ai calci di rigore.
I PRECEDENTI - Proenca avrà come assistenti i connazionali Bertino Cunha Miranda e Ricardo Jorge Ferreira Santos, mentre Manuel Jorge Neves Moreira De Sousa e Duarte Nuno Pereira Gomes saranno gli assistenti di porta. Come quarto uomo è stato designato il turco Cuneyt Cakyr, che aveva diretto la semifinale Portogallo-Spagna, mentre Bahattin Duran, anche lui turco è assistente di riserva. L'arbitro portoghese Proenca ha diretto in questa stagione anche la finale di Champions League a Monaco di Baviera tra Bayern e Chelsea e la partita di domenica sarà il suo quarto impegno nel torneo Euro 2012. Nella fase a gironi ha arbitrato Spagna-Irlanda (4-0) a Danzica e Svezia-Francia (2-0) a Kiev, poi nei quarti di finale la sfida tra azzurri e inglesi.
BUFFON ARRABIATO PER GLI ERRORI MA FELICE PER LE PIAZZE D'ITALIA
Gigi Buffon è incontentabile e alla fine era furibondo. Spiega il perché: poi si commuove pensando agli italiani in festa nelle piazze. «Ero arrabbiato, qua si sta giocando qualcosa di troppo prestigioso. Non era giusto soffrire così e scherzare col fuoco. Se con un rimpallo magari facevano 2-2 e poi perdevamo 9-2: questo è un Europeo e le partite se si può si devono vincere. Io non penso alle vittorie, vedo gli atteggiamenti e dobbiamo migliorare molto, siamo giovani magari. Ma i vecchietti come me poi rompono le scatole! Una lezione? Non esageriamo, ci sono stati momenti in cui eravamo in parità con un episodio sul pari. Per un portiere come me, ottima risposta parare come fatto con Khedira: che vi siete sorpresi. Anche sullo 0-0 ci sono stati rimpalli in cui siamo stati fortunati. Io ho passato la notte a guardare le piazze italiane su Youtube a rivedere gli italiani in piazza dopo i rigori contro l’Inghilterra».
BALO DOPPIETTA PER MAMMA ADESSO 4 PER PAPA
Balotelli in tv si scioglie, anche se suda freddo sulle battute di Gene Gnocchi. «A fine partita sono corso da mia madre, l’immagine di me con mia madre e la dedica: questi gol sono per te, mamma. E’ un momento che aspettavo da tanto, mia madre ha una certa età: in finale viene pure papà, magari ne devo fare quattro. La classifica dei cannonieri? Certo ci provo,. L’assist di Cassano è una cosa fantastica… Solo lui fa una cosa così. L’esultanza è arrivata, visto? Ho mantenuto la promessa, lo facevo per un gol importante. E la statua? Si sono arrabbiati perché hanno visto il mio fisico e me lo invidiano. Quando sono uscito forse potevo resistere ancora un po’, ma il cambio era già fatto».
IL SORRISO - Poi scoppia il sorriso quando due terremotati di Mirandola chiedono di sorridere: e lui scoppia a ridere. E ad Albertini: «I dirigenti devono andare in pellegrinaggio a piedi anche stanotte. Le persone più care vicine mi hanno caricato tantissimo. Tornare a giocare in Italia? Non ci penso adesso, gioco in Inghilterra. Non so se è la svolta della mia carriera, di certo è la serata più bella della mia vita. Ma domenica spero sia ancora più bella. E vincere. La Spagna? Solo stare tranquilli, senza innervosirci, giochiamo il nostro calcio: siamo gli unici ad avergli fatto gol, non è un caso. Loro lo sanno. La gente festeggia nelle fontane: domenica spero di buttarmi pure io. Io mi concentro dall’inno in poi. Cosa sento nelle cuffie? Drake, un rapper amico mio».
ITALIA 2 A 0 ALLA GERMANIA ORA FINALE CON LA SPAGNA
SuperMario Balotelli sfonda la Germania e porta l’Italia in finale: domenica a Kiev sarà Italia-Spagna. Come nel match d’apertura dell’Europeo, come nel 2008 quando solo i rigori ruppero l’equilibrio di una partita che per i campioni del mondo non è mai stata semplice. Ancora una volta i tedeschi devono inchinarsi al capolavoro tattico di Prandelli. Subito forte l’Italia che punisce gli errori di formazione di Loew che rinuncia in avvio a Klose, Muller e Reus, ma soprattutto teme tanto Pirlo da stravolgere l’idea tattica di una formazione solitamente brava a proporre. E così la classe di Cassano, il movimento tra le linee di Montolivo, la grande disponibilità di De Rossi e Marchisio, ma soprattutto la vena relaizzativa e l’occhio di tigre ritrovato da Balotelli mettono subito in discesa la partita.
L’Italia balza in piedi quando al 20’ Cassano pennella per la testa di Balotelli, che spiazza Neuer e manda in tilt Badstuber; l’Italia strabuzza gli occhi quando vede la palla centrale di Montolivo e la corsa veloce – stavolta- con bastonata di destro tremenda di SuperMario che al 36’ confeziona il 2-0. L’Italia aveva lasciato qualche chance figlia di uscite imperfette di Buffon (rimedierà con ottime parate sui tiri da lontano di Kroos, Ozil e compagni). Il primo tempo è in dominio, ma Loew si ravvede e manda subito dentro Reus e Klose nella ripresa: pressione tremenda da subito e Italia che mostra i segni della fatica e degli acciacchi (Balzaretti è stato costretto a giocare a destra: benissimo, anche un gol annullato di poco per lui). Ma l’Italia regge e soprattutto reggono i due centrali juventini, Barzagli e Bonucci. Chiellini a sinistra soffre, non sarebbe in condizione di giocare ma sa gestirsi. Cassano dopo alcune pennellate come in occasione dell’1-0 deve arrendersi e lasciare a Diamanti, dopo poco toccherà a Balotelli vittima di crampi (Di Natale). Reus trova Buffon e traversa a dirgli di no, ma Pirlo quando la fatica per gli altri si fa sentire, spunta con il suo cervello superiore. E gestisce il contropiede azzurro: si mangiano il 3-0 Di Natale, Marchisio, Diamanti. Prandelli è ai limiti della bestemmia. Buffon è incazzatissimo, ma la Germania non riesce a colpire. Anche Neuer si butta nel mischione nel finale, più e più volte. Lannoy regala un rigore ai tedeschi al 92’, lo trasforma Ozil, ma è tardi per la Germania. Puntualissima, invece, la festa azzurra: tutti in strada dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno. E tutti a Kiev con il presidente del Coni, Petrucci, che con tutte le note polemiche che ci volete leggere (ricordate quando Monti diceva che forse era meglio rinunciare agli Europei?), ricorda in tv: «Beh, nel calcio e nello sport lo spread lo detta l’Italia».
mercoledì 27 giugno 2012
I TEDESCHI DUBITANO
Gli italiani ''non hanno paura di niente''. La stampa tedesca riflette l'incertezza che serpeggia intorno al risultato di Italia-Germania, in campo domani a Euro 2012. ''Gli italiani - argomenta 'Tagesspiegel' - sono romantici e impulsivi. Ma i calciatori sono dei veri cagnacci''. La 'Sueddeutsche Zeitung', tuttavia, evidenzia il basso numero di falli e cartellini collezionati finora dall'Italia e parla di Nazionale ''quasi pacifista'': ''Cosa e' successo al Paese di Materazzi e Gentile?''.
ITALIA GERMANIA 4 A 3 UN MITO INTRAMONTABILE
- Riecco Italia-Germania, partita che evoca storiche imprese azzurre come quel celebre 4-3 di Messico '70 diventato anche indelebile pellicola da film cinematografico. Come dimenticare le prodezze oltre oceano targate Riva-Rivera condite dalle polemiche sulle staffette tra Mazzola e l'allora Golden Boy. Una partita incredibile, decisa da Rivera, che sembrava non finire mai con i tedeschi mai domi e piegati sul piu' bello.
Una gara divisa in due parti: 90' 'normali' con Schnellinger che vanifica il sogno azzurro confezionato da Boninsegna, e supplementari consegnati alla leggenda. Una partita che lascio' una Italia con il fiato corto in vista della proibitiva finale con il Brasile di Pele' che impedi' a quella fantastica nazionale di chiudere in bellezza un Mondiale memorabile.
- Italia-Germania 4-3 d.t.s. - semifinale Mondiale Messico - Città del Messico 17/06/1970:
Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini, Rosato (dal 90' Poletti), Cera, Domenghini, Mazzola (dal 45' Rivera), De Sisti, Riva,Boninsegna. All.: Valcareggi.
Germania: Maier, Patzke (dal 63' Held), Schnellinger, Schulz, Beckenbauer, Grabowski, Overath, Vogts, Seeler, Muller G., Loehr (dal 53' Libuda). All.: Schon
Arbitro: Yamasaki (Perù)
Marcatori: Boninsegna al 8', Schnellinger al 90', Muller G. al 94', Burgnich al 98', Riva al 104', Muller al 110', Rivera al 111'
SPAGNA-PORTOGALLO HA IL SAPORE DI Barça-Real
Una partita nella partita, derby per entrambe. Ed in semifinale, per giunta. L' attesa per Spagna - Portogallo non lascia scampo a nessuno, dai giocatori ai tifosi rimasti in Spagna, che hanno riempito le città di bandiere gialle e rosse. Senza dimenticare il Parlamento, che spera -lo assicurò il premier Rajoy all' inizio dell' Europeo- in una vittoria delle furie rosse per dare "un po' d'allegria" ad un Paese in un tunnel senza uscita. E ad aumentare le tensioni della vigilia ci si mettono i commenti su quello che sarà una riproposizione in miniatura del 'clásico' della Liga, con 14 giocatori in ballo tra Barcellona e Real Madrid. Uno Spagna-Portogallo che, sulla carta, non dovrebbe spaventare troppo La Roja. Ma con un Cristiano Ronaldo con fame di gol e di pallone d' oro, nessuno può sentirsi al sicuro, ripete la stampa iberica. Neanche Iker Casillas, che il portoghese non è mai riuscito superare. Anche se questa volta gioca a fianco di Nani, che finalmente ha trovato il suo posto in una nazionale che migliora partita dopo partita. La stampa lusitana, peró, nonostante coccoli il suo campione, non mostra grande sicurezza. "Il piú pericoloso della Spagna?Platini", dicono i giornalisti che non hanno apprezzato le dichiarazioni del francese sulla sua preferenza per una finale Spagna-Germania.
Anche perché, ricordano, fece proprio lo stessa pronostico per lo scorso Europeo. Anche se Del Bosque dice che farlo "è una scemenza", i media e i tifosi spagnoli sono invece troppo occupati a scovare tutti i dettagli di una partita in cui Real Madrid e Barcellona saranno piú presenti che mai. Tanto che qualche "aficionado" madrileno assicura che avrà il cuore diviso tra la nazionale e CR7. Saranno 8 -panchine comprese- gli uomini di Mourinho in campo per la semifinale, mentre 6 i ragazzi della squadra catalana. Tutti con la maglietta rossa, peró. Dettaglio importante, questo, perché del Barca nella squadra spagnola c'è il marchio di fabbrica, il "tiki -taka" (come lo battezzò Guardiola), il gioco che ingabbia l' avversario in una rete di passaggi fino al guizzo che risolve la partita. E proprio per questo, nonostante ci sia gente come Fabregas, Torres o l' amatissimo 'folletto' Pedro, si lamenta l' assenza di colpi di genio che risolvano le situazioni piú complicate. Di Messi, insomma, o di un Villa che piú di uno ha rimpianto nella gara contro la Francia nonostante la sicurezza mostrata dalla squadra.
Proprio in questo derby nel derby si ritrovano, faccia a faccia, il pilastro della difesa spagnola e catalana e la stella del Portogallo e dei "merengues": Gerard Piqué e Cristiano Ronaldo. Il centravanti lusitano è andato a segno solo in cinque (una su rigore) delle 16 occasioni in cui si è trovato davanti il centrale catalano, in splendida forma durante tutta la stagione e ancora di piú da quando deve portare sulle spalle il peso della difesa spagnola. Ci penserà lui, quindi, a tenere a bada lo spauracchio de La Roja, squadra che, ha assicurato Xabi Alonso, non cambierà il suo stile per mettere i bastoni tra le ruote a CR7. Continuerà, ha aggiunto proprio Piqué in un'intervista a SPORT, a seguire il piccolo grande segreto del suo gioco: "quando la palla ce l'abbiamo noi, non ce l' hanno gli avversari".
BUFFON LA SOLITUDINE DEI NUMERI 1
Domani a Varsavia, l'attesa sfida di Euro 2012, Italia- Germania.
Pilastri e numeri uno delle due nazionali, Gianluigi Buffon e Manuel Neuer.
Gianluigi Buffon, portiere e capitano della Nazionale italiana, e' l'indiscusso leader e punto di riferimento di tutta la squadra. Decisivo nella vittoria contro la squadra inglese, Buffon e' gia' carico e concentrato per affrontare i tedeschi.
Manuel Neuer, 193 centrimetri, portiere della nazionale tedesca e saracinesca del Bayern Monaco e' certo della vittoria della Germania ed e' pronto,nel caso si arrivi ai rigori, a batterli anche lui.
lunedì 25 giugno 2012
ITALIA IN SEMIFINALE
Un Diamanti è per sempre… Lo segna lui, l’outsider, il ragazzo toscano che ha tenuto il suo sinistro nascosto nella miniera di talento per anni e anni. Diamanti segna il rigore finale, quello con cui l’Italia chiude 4-2 i quarti di finale contro un’Inghilterra inguardabile e meritevole della fine che ha fatto. 120’ di catenaccio, per arrivare ai rigori. E quell’errore di Montolivo al secondo rigore che sembrava aprirela strada ai cvatenacciari di Hodgson (oh, ragazzi, basta ramanzine sul gioco all’italiana, da ora in poi da parte dei signori d’Albione). Ma la sorte, stavolta, arride a chi meritava: 36 tiri italiani a 9! Ora la Germania per una semifinale che l’Italia s’è guadagnata crescendo nel torneo. Il solito classico, la solita semifinale. Con maggio squalificato, due giorni di riposo in meno dei tedeschi, ma chissenefrega, o no?
Il copione alla fine – per quanto sovversivo nei confronti della storia – è rispettatissimo. Ed è tutto chiaro, dall’inizio: Hodgson fa catenaccio, punto e basta. E prova a scattare con le sventagliate di Gerrard, con la classe di Rooney e terzini molto veloci. Ma gioca, l’Inghilterra con nove giocatori dietro la linea della palla. L’Italia il colpo del ko lo sfiora quasi subito: de Rossi prova l’esterno destro da 30 metri e con Hart proteso e battuto, ecco un palo pazzesco. L’Inghilterra prova a scuotersi e trova il difetto nel rombo di centrocampo: le ali sono scoperte in avvio d’azione, De Rossi arranca a coprire Balzaretti, Abate e timido a destra. Ecco allora una ripartenza inglese con Johnson che chiude l’azione cominciata a destra colpendo da 5 metri: Buffon para d’istinto e blocca in secondo tempo. Paratona, davvero. Gerrard spacca l’Italia con i suoi crossa a rientrare dalla trequarti e la diagonale di Abate impedisce a Rooney di castigare sul taglio di testa. Prandelli riorganizza: un centrocampo – però – troppo pieno di mezzali, che tolgono metri e aria a Pirlo. L’occasione migliore come costruzione al 25’: guarda caso, Pirlo trova aria e lancia profondo, da quarterback: Balotelli tra Terry e Lescott, aggancio perfetto e solito attimino di ritardo nel colpo dal limite con Hart già in uscita, idea buona ma col petto Terry alla disperata salva. Balotelli si sfancula con de Rossi per i movimenti di taglio che mancano, quando ci sono – come al 31’ – ecco la chance: destro volante precipitoso, stavolta. Cassano ci prova dal limite, una, due, tre volte. In ripartenza il brivido: Rooney di tacco per Welbeck, tiro alto al 32’. Occasionissima per chiudere il tempo: Pirlo dentro per il movimento a destra di cassano, di testa per Balotelli che da due metri trova la deviazione salvifica di Lescott. 0-0 il primo tempo, così. Possesso e predominio azzurro, contropiede inglese, ma gli attaccanti italiani non tengono palla e sulla trequarti Montolivo, Marchisio e Pirlo si pestano i piedi con le punte.
Il 3’ è un minuto fatale per De Rossi: anche nella ripresa la chance più grande sul suo piede. Stavolta strozza solo davanti ad Hart sulla giocata a liberarlo in area piccola di Marchisio. E’ il 7’ ed ecco che l’occasione è triplice: de Rossi da fuori, con Hart incerto, Balotelli prova a girare e qui la parata è fortunosa, poi Montolivo arriva e spara alto. L’Italia domina e Balotelli manda alta una rovesciata al 15’. Young ha la chance in contropiede, carrol (entrato da poco) e Abate fanno muro. C’è anche Walcott, ma l’Inghilterra non riesce mai ad attivare l’attacco. Diamanti per Cassano, Nocerino per De Rossi, infortunato: Prandelli deve dosare le forse perché Abate (uscirà al 90’) ha i crampi. Un sinistro di Diamanti al 35’, Pirlo ha più spazio e domina il gioco, ma il catenaccio inglese non si apre. La chance più grande prima dei supplementari per Nocerino: taglio del milanista e diagonale, Johnson chiude una diagonale pazzesca e salva. Rooney su uno dei rari contropiede prova in rovesciata: supplementari. Con 27 tiri a 9 per l’Italia, che domina col 65 per cento il possesso palla e territoriale.
Il primo tempo supplementare è una sofferenza: palla all’Italia, sempre, ma mezza squadra è coi crampi o estenuata. Diamanti non riesce a smarcarsi spesso, in ogni caso al 10’ sbagliando un cross per il taglio di Nocerino trova il palo. Il secondo palo italiano! Dopo 16’ fischio e si va al secondo supplementare.
Ci mancava anche la rete annullata: una bella azione di Balotelli e Diamanti coglie Nocerino solo, una gamba in offside e la rete di testa è inutile al 115’. E finisce così dopo 120’: si deve andare ai rigori. Mai vista l’Italia dominare così, mai vista l’Inghilterra subire così, mai vista l’Italia sprecare tanto.
La serie dei rigori, dunque: segna subito, freddissimo, Balotelli, Gerrard fa 1-1. Poi Montolivo, al solito carente in personalità, che sbaglia il suo penalty. Segna Rooney e si va all’1-2. Ecco Pirlo fare il cucchiaio alla Panenka, alla Totti: lento e inesorabile. Sveglia l’Italia, quel rigore coraggioso e sfrontato. Ecco che Young spara sulla traversa (come Trezeguet al Mondiale 2006): siamo al 2-2. Il sorpasso lo firmano i carneadi. Nocerino sì, Ashely Cole di mancino si fa parare il tiro da Buffon, protagonista ancora. Sul dischetto l’ultimo arrivato, ancora un mancino. Come Grosso nel 2006: è il gol della vittoria, è il gol che vale una semifinale.
venerdì 8 giugno 2012
IL SOGNO DI GIAK
Pensa di aver convinto Cesare Prandelli con la “duttilità e la voglia”, la sua convocazione è stata tra le meno attese ma il suo nome è sempre più gettonato nel “totoformazione” della sfida contro la Spagna, esordio dell’Italia a UEFA EURO 2012. Campione d’Italia con la maglia della Juventus, Emanuele Giaccherini è pronto a dare il suo contributo anche alla nazionale Azzurra che deve dare segnali di risveglio dopo tre sconfitte consecutive.
“Io sto bene, sono arrivato in ritiro il 26 maggio e mi sono messo a disposizione, come faccio sempre. Anche il Ct mi ha visto bene”, attacca l’ex giocatore dell’AC Cesena in conferenza stampa a Casa Azzurri, “Non mi aveva parlato prima, io sono arrivato a Coverciano per rimanerci e non per partecipare. E’ stata una sorpresa essere stato inserito nei 32, poi una volta che è accaduto ho dato il massimo per restare nei 23”.
Giaccherini si trova in una sala affollata di giornalisti, anche stranieri, con domande che gli vengono rivolte non solo in italiano. “Un bell’effetto, io di inglese so poco…”, scherza. “Con la Juventus abbiamo vinto lo scudetto e quindi disputeremo la UEFA Champions League, quindi avrò modo di essere catapultato nel calcio europeo. Prima, però, c’è questa esperienza che fa un bell’effetto. Non mi sembra strano, anche se vivo sempre giorno per giorno cercando di migliorarmi e andare oltre le mie possibilità con l’allenamento e il sacrificio. Sono sereno”.
Tre anni fa era finito in “soffitta”, in pratica senza squadra: fu Pierpaolo Bisoli a riscoprirlo, ma il 27enne di Talla (AR) non pensa che il suo sia un riscatto. “Non la vedo così, il percorso della mia carriera lo rifarei volentieri”, assicura. “Sinceramente mi ha fatto capire tante cose e se sono arrivato qua è anche perché ho passato momenti difficili, dove sono stato bocciato tante volte per il mio fisico. Sono sempre ripartito, ho sempre cercato qualcosa in più con voglia ed entusiasmo. Sono contento di essere arrivato qui”.
Sull’uomo su cui puntare, pochi dubbi: “E’ [Mario] Balotelli che può dare qualcosa in più a questa squadra”. Ma in questo momento l’Italia pensa più a se stessa o alla partita con le Furie Rosse? “Pensiamo tanto a noi stessi”, spiega Giaccherini, “dopo l’ultima partita contro la Russia abbiamo avuto un confronto e ci siamo detti che abbiamo tutte le carte per fare bene. Dobbiamo avere la stessa autostima che avevamo prima, poi alla Spagna ci penseremo da domani”.
Il netto ko con la squadra di Dick Advocaat è spunto per diverse riflessioni. “Penso che la sconfitta con la Russia può solo che aver fatto bene, per tanti motivi”, la sua tesi. “Primo perché non partiamo da favoriti, come prima magari poteva essere. Secondo perché dentro di noi è scattata la voglia di dimostrare, di riscattarci e smentire i pronostici”.
E ancora. Dopo la partita di Zurigo “è cambiato qualcosa a livello tattico, nel senso che abbiamo provato qualche soluzione in più, ma a livello personale non è cambiato nulla”, assicura Giaccherini, “Posso essere a disposizione sia nel 4-3-1-2 sia nel 3-5-2, posso ricoprire tutti i ruoli. Alla fine contano i movimenti e l’applicazione, anche se è normale che i giocatori abbiano determinate caratteristiche. Se ho avuto modo di sentire [Antonio] Conte? Sì e se sono qui gran parte del merito è suo”.
L’infortunio di Andrea Barzagli (“E’ un giocatore importante, nel caso la sua assenza sarebbe pesante ma ci sono giocatori validi che sicuramente lo sostituiranno bene”) e le recenti difficoltà sembrano aver spianato la strada a un cambio di modulo. “Stiamo provando soluzioni diverse”, conferma il bianconero. “E abbiamo i giocatori per modificarlo in corso d’opera. Mi trovo benissimo da esterno perché l’ho fatto anche in passato. E’ un ruolo in cui sicuramente bisogna sacrificarsi molto, perché c’è da coprire tutta la fascia: ma ho le caratteristiche sia fisiche sia tecniche per farlo”.
giovedì 7 giugno 2012
SARA'FINALE
La tennista azzurra supera in semifinale l'australiana Stosur in tre set (7-5, 1-6, 6-3) e vola nella finale del torneo del grande Slam dove attende la vincitrice dell'altra sfida fra la Sharapova e la Kvitova.Ci siamo, ad un passo dal sogno: Saretta Errani contro Samantha Stosur, la bombardieri australiana numero 6 del mondo. La finalmente del doppio già centrata, ora il singolare, segui la diretta dal Roland Garros coi tweet di Piero Valesio, inviato di Tuttosport a Parigi.
GRANDE SARA
E' finito in vantaggio per Sara Errani il primo set con un punteggio di 7-5 per l'italiana e ora si ha il diritto di pensare in grande.
Aspettiamo l' inizio del secondo set per gli aggiornamenti.
IL SOGNO DI SARETTA
Ci siamo, ad un passo dal sogno: Saretta Errani contro Samantha Stosur, la bombardieri australiana numero 6 del mondo. La finalmente del doppio già centrata, ora il singolare, segui la diretta dal Roland Garros coi tweet di Piero Valesio, inviato di Tuttosport a Parigi.
NAZIONALE BUONA NOTIZIA PER PRANDELLI:PIRLO SI E' RIPRESO
Una buona notizia: Andrea Pirlo, dopo lo spavento di ieri, oggi è tornato in campo assieme ad i suoi compagni. Cesare Prandelli può così cominciare a preparare la partita con la Spagna anche nei più piccoli particolari. Il commissario tecnico, però, ha deciso di nascondere l'Italia dalle spie spagnole. E così ieri ha blindato l'Italia: al mattino ha fatto assistere all'allenamento per dieci minuti e nell'occasione ha fatto (solo) correre gli azzurri. Poi porte chiuse. Nel tardo pomeriggio andrà oltre: farà allenare la squadra nel campo, riservatissimo e inavvicinabile, dell'albergo. Proverà schemi e, forse, la squadra che domenica scenderà in campo contro la Spagna. In questi giorni, nelle partitelle in famiglia, ha mischiato le carte e cambiato molto. Giocatori e moduli: insomma, non vuole concedere nessun vantaggio alle Furie Rosse campioni d'Europa e d'Italia, campioni del mondo di tutto.
ALLENAMENTO FINITO - Si è concluso attorno all'una l'allenamento (a porte chiuse) degli azzurri. E' stata una seduta lunga e faticosa: due ore e dieci minuti di lavori forzati con gli azzurri stremati. Oggi, alle 17.45,allenamento a porte chiuse sul campo dell'albergo e domattina di nuovo in campo, nello stadio Municipal di Cracovia, con soli dieci minuti a disposizione della stampa e dei fotografi per seguire gli azzurri Poi cancelli chiusi. Sbarrati. Sprangati. Cesare Prandelli nasconde l'Italia e i suoi segreti per tirare un brutto scherzo alla Spagna.
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