venerdì 29 giugno 2012
ITALIA 2 A 0 ALLA GERMANIA ORA FINALE CON LA SPAGNA
SuperMario Balotelli sfonda la Germania e porta l’Italia in finale: domenica a Kiev sarà Italia-Spagna. Come nel match d’apertura dell’Europeo, come nel 2008 quando solo i rigori ruppero l’equilibrio di una partita che per i campioni del mondo non è mai stata semplice. Ancora una volta i tedeschi devono inchinarsi al capolavoro tattico di Prandelli. Subito forte l’Italia che punisce gli errori di formazione di Loew che rinuncia in avvio a Klose, Muller e Reus, ma soprattutto teme tanto Pirlo da stravolgere l’idea tattica di una formazione solitamente brava a proporre. E così la classe di Cassano, il movimento tra le linee di Montolivo, la grande disponibilità di De Rossi e Marchisio, ma soprattutto la vena relaizzativa e l’occhio di tigre ritrovato da Balotelli mettono subito in discesa la partita.
L’Italia balza in piedi quando al 20’ Cassano pennella per la testa di Balotelli, che spiazza Neuer e manda in tilt Badstuber; l’Italia strabuzza gli occhi quando vede la palla centrale di Montolivo e la corsa veloce – stavolta- con bastonata di destro tremenda di SuperMario che al 36’ confeziona il 2-0. L’Italia aveva lasciato qualche chance figlia di uscite imperfette di Buffon (rimedierà con ottime parate sui tiri da lontano di Kroos, Ozil e compagni). Il primo tempo è in dominio, ma Loew si ravvede e manda subito dentro Reus e Klose nella ripresa: pressione tremenda da subito e Italia che mostra i segni della fatica e degli acciacchi (Balzaretti è stato costretto a giocare a destra: benissimo, anche un gol annullato di poco per lui). Ma l’Italia regge e soprattutto reggono i due centrali juventini, Barzagli e Bonucci. Chiellini a sinistra soffre, non sarebbe in condizione di giocare ma sa gestirsi. Cassano dopo alcune pennellate come in occasione dell’1-0 deve arrendersi e lasciare a Diamanti, dopo poco toccherà a Balotelli vittima di crampi (Di Natale). Reus trova Buffon e traversa a dirgli di no, ma Pirlo quando la fatica per gli altri si fa sentire, spunta con il suo cervello superiore. E gestisce il contropiede azzurro: si mangiano il 3-0 Di Natale, Marchisio, Diamanti. Prandelli è ai limiti della bestemmia. Buffon è incazzatissimo, ma la Germania non riesce a colpire. Anche Neuer si butta nel mischione nel finale, più e più volte. Lannoy regala un rigore ai tedeschi al 92’, lo trasforma Ozil, ma è tardi per la Germania. Puntualissima, invece, la festa azzurra: tutti in strada dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno. E tutti a Kiev con il presidente del Coni, Petrucci, che con tutte le note polemiche che ci volete leggere (ricordate quando Monti diceva che forse era meglio rinunciare agli Europei?), ricorda in tv: «Beh, nel calcio e nello sport lo spread lo detta l’Italia».
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